Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for aprile 2010

“Un giorno da leoni”…

Il secondo é stato più fitto di impegni. Assieme a me c’erano circa un paio di centinaia di persone che avevano optato per la mia stessa scelta. Ho trovato famiglie e single provenienti da tutto il mondo, dall’ Ecuador al Perù, dal Brasile alla Francia, Belgio, Austria, Inghilterra, Turchia, ITALIA (indovinate chi…), tutti nella stessa identica situazione, con la volontà di conoscere nuova gente, vedere nuove cose. La domanda classica era: “Where you come from ?”, … “and you ?”, e si cominciava a chiaccherare, parlando del più e del meno, delle diverse esperienze e motivazioni che avevano portato le persone a fare la stessa scelta.

L’organizzazione è stata spettacolare, incredibile direi. Persone dell’Agenzia Ebraica multilingua, davano supporto praticamente a chiunque avesse bisogno di qualunque informazione. La giornata era organizzata in una mega sala, sembravano 5 km quadrati, con tavoli nel perimetro. A tutti veniva consegnata una planimetria in modo tale sapessero dove andare a chiedere informazioni.

Erano presenti, banche, dogana, compagnie telefoniche con attivazioni SIM sul posto, assicurazioni mediche, giornali (abbonamenti gratuiti per un mese), avvocati (consulenze), e ufficio postale sul posto. Il concetto era, semplifichiamo la partenza ai nuovi immigrati, al posto di farli girare per la città a fare documenti, fare code magari inutili, e avere a che fare con impiegati che non parlano inglese, ecco che potete fare tutto in loco. Le istituzioni vengono da te.

La mattinata era concentrata con queste attività, mentre il pomeriggio, era dedicato alla visita dei tunnel sotto il Muro del Pianto, con relativa guida turistica. Successivamente la cerimonia della consegna delle Carte di Identità, davanti al Muro del Pianto, con tanto di bandiere, e chiamata nominale per la consegna, assieme ad un quadro raffigurante il Muro del Pianto ed una preghiera.

L’esperienza è stata profondissima, ricevere questo documento davanti al Muro del Pianto, cantando l’inno di Israele, con la sua bandiera, fa un certo effetto, e tutti assieme eravamo concentrati nel vivere questo momento meraviglioso, molto ma molto commovente. La giornata si è poi conclusa rientrando in albergo, dove siamo tornati in possesso del nostro bagaglio, e dopo qualche minuto di attesa, la partenza per la propria destinazione. Incredibili le sensazioni nel momento dei saluti, sembravamo tutti amici, scambi di email, telefono, promesse di rivedersi, sorrisi e abbracci, e tutti avevano comunque un grande elemento in comune, la felicità di cominciare una nuova vita.

Read Full Post »

L’arrivo in Israele…

L’atterraggio, come di consueto per chi atterra in Israele su compagnia di bandiera o charter israeliani, è stato seguito dal solito applauso, lacrime di gioia, balletti, gente che ha tirato fuori i nasi finti rossi da clown, i cappelli a piramide ecc. (ci credete ?), la parte dell’applauso comunque è vero.

L’aeroporto lo conosco abbastanza, ma a quell’ora (1.15 del mattino) non c’era un granché di movimento, anzi, direi proprio che si contava solo la gente del nostro volo. Mi avvio verso il controllo passaporti dove sapevo di dover contattare l’ufficio del Ministero dell’Immigrazione. Dopo qualche kilometro, arrivo a destinazione e mi trovo una bella “fanciulla” cinquantenne, che appoggiava il suo “leggerissimo” deretano sulle macchinine elettriche che ti portano in giro in aeroporto. In mano teneva un cartello col mio (quasi) nome: “GabrielA Bauer”.

Mi presento, e vengo accompagnato al secondo piano dove ci sono gli uffici del ministero. Entro, non c’era nessuno, una stanza con un paio di divani ben disposti, bibite, macchina caffè e macchina succhi di frutta a disposizione, un telefono per telefonare a chiunque (in Israele, … ebrei !!!), ed una gradevole e fresca aria condizionata. Passo in quell’ufficio qualche decina di minuti e vengo poi chiamato per fare i documenti di ingresso, e dove mi rilasciano il libretto di “nuovo immigrante”, assieme ad una cifra che si aggira attorno ai € 25,00 per le prime spese. (nessuno Stato ti da dei soldi quando arrivi come immigrato).

Il mio pensiero andava ai miei “monolocali” che giravano indisturbati sul nastro trasportatore, e che, sapendo di essere in Israele, pensavo che vedendoli incustoditi, prima o poi li avrebbero fatti saltare per aria.

Fortunatamente le cose sono andate meglio, finite le prime pratiche (un buon 45 minuti), scendo per identificare e soprattutto pregare che i miei bagagli girino per il nastro trasportatore. Così é. Cerco una gru per toglierli dal nastro e li consegno all’organizzazione dell’Agenzia Ebraica, i quali si preoccuperanno di portarli in albergo, e stockarli sino al giorno della partenza.

Grazie all’unico tassista incompetente d’Israele, siamo riusciti anche a perderci per le strade di Gerusalemme, e la mia testolina, si è poggiata sul soffice cuscino solo alle 4.30. Fate solo un passo indietro per vedere da che giornata venivo fuori.

Caduto in catalessi, mi alzo verso le 11.00 del giorno successivo (speravo tanto la settimana), dove l’impegno era solo di mettere una firma per la richiesta della carta di identità israeliana. Espletato l’impegno, mi sono diretto (assieme ad un collega nuovo immigrante anche lui) in centro città. Giornata meravigliosa e ventilata, sole, e soprattutto un bel cielo azzurro.

Chi mi conosce, sa che non posso fare a meno di internet, e quindi, ordinato un Bagel con salmone e cream cheese ci siamo accomodati nei tavolini fuori, rubando un collegamento wifi. Un paio d’ore di relax ed a seguire giro per il centro e successivamente rientro in albergo per leggerissima stanchezza post viaggio.

Read Full Post »

Ancora un po’ di pazienza…

Cari Amici,

Mi spiace non essere riuscito ad aggiornare il blog tra ieri e oggi, ma mi é mancato veramente il tempo materiale.

Giornate strapiene, poco sonno, sono le cause del tutto, ma vi assicuro che argomenti ce ne sono; datemi qualche ora e tutto sarà pubblicato online. Ci tengo ad informarvi che tutto quello che ho fatto sino ad oggi. é documentato con foto e filmati che uploderò su internet, non appena ne avrò il tempo…

Ancora un po’ di pazienza, ma solo per avere tante altre cose da raccontarvi.

a presto su questi schermi !!!

Read Full Post »

momenti pazzeschi..

Cari amici frequentatori del mio nuovo blog. Sono le 22.00 ore italiane (ora di scrittura del post), non so esattamente sopra quale Stato mi trovo, ma so esattamente cosa sto provando. Partire per una nuova vita é effettivamente difficile, lasciamo perdere per un attimo cosa mi aspetta per il futuro, vorrei solamente soffermarmi su un passato molto recente, ovvero gli ultimi due giorni, e ovviamente il giorno della partenza, ovvero questa sera.

Vorrei partire da quando mio fratellino Raffaele mi ha portato a casa un set di valige di una dimensione abnorme, non pensavo esistessero valige cosi grandi, e soprattutto erano in modalità Matrioska. Se la più grande era un bilocale, dentro c’era un monolocale, e dentro ancora uno sgabuzzino, indubbiamente impressionante. Il dramma é capire se queste valige sono sufficienti a trasportare le 4 tonnellate di cianfrusaglie che ho disposto in salotto, e quindi, osservo la valigia, osservo le cianfrusaglie, ri-osservo la valigia, ri-osservo le cianfrusaglie, e vado come sempre nella totale paranoia.

Non mi soffermo a raccontare le 3200 cose che mi saltavano in mente da prendere, mentre stavo raccogliendo l’ultima cosa che mi era venuta in mente, da disporre in salotto, in quella situazione trasformato in campo di battaglia.

Il tempo passa, anzi, vola. Ti vengono in mente mille cose da fare, chiamare uno, salutare l’altro, cerchi di ricordartelo, ma inevitabilmente sai che al momento ci sono altre priorità, ovvero, chiudere sta valige.

Il dramma della chiusura della valigia, ti porta ad immaginarti il momento di terrore che dovrai passare al momento del check-in. Vero é che l’Agenzia Ebraica in Israele “mi ha dato autorizzazione” a trasportare sino a 60 kg, ma la domanda nasce spontanea….”qui lo sapranno ?”, e nonostante la massima cautela nella verifica, potete immaginare il gran due di picche virtuale che girava sulla mia testa,

Le sensazioni poi, ve le lascio immaginare. La scorsa notte sono andato a letto alle 4.30, e stamattina alle 9.30, l’occhietto ha deciso di aprirsi, il cervello (la parte funzionante) é partito in quarta, e cosi ho dovuto dare il buongiorno al nuovo giorno. La differenza dai precedenti é sufficientemente chiara, oggi é il giorno della partenza, del “cacciare il tutto in valigia”, e soprattutto, di salutare la famiglia. La parte più difficile di questa mia scelta.

Il Pensiero é sempre quello di sperare che quel momento non arrivi mai, cosi come quello di non “lasciare casa tua”, perché questa volta non parti per un viaggio di vacanza, parti per il viaggio della tua vita (bella questa). Un po’ come dicevo ieri ad un mio Caro AMICO, metaforicamente la mia Aliyà é come fosse una fionda tirata, con la mano sinistra tieni il bastoncino, con le due sporgenze all’estremità, e con l’altra tiri l’elastico sino infondo, al massimo, per far sì che il “sassolino” possa essere scagliato il più lontano possibile. Bene, mettete al posto del bastoncino, il giorno della mia partenza, al posto dell’elastico, il tempo che ho passato ad organizzare la mia partenza per una nuova vita, arrivando oggi alla tensione massima dell’elastico, e al posto del sassolino (forse più sassolone), metteteci me. In questo momento sono su un aereo, “scagliato” in Israele.

E’ capitato proprio per caso che, lo scorso venerdi, leggevo delle lettere capitate proprio di recente, che scrisse mio padre quando andò a vivere in Israele. Il suo viaggio in nave, partendo da Venezia, passando per la Grecia, Cipro, ed infine Israele.

A 60 anni di distanza, sto ripercorrendo la sua strada, con mezzi leggermente diversi, ma sicuramente con le stesse speranze che portarono mio padre, a scoprire Israele.

Torniamo a noi. Oggi ho cercato per quanto mi é stato possibile, di salutare tutti, e, a chi non sono riuscito a telefonare, chiedo umilmente perdono e comprensione.

Si chiude casa, esco per ultimo, lo sguardo prima di chiudere la porta, come descritto esattamente nei film; malinconia, e speranza di rivederla quanto prima, ma sicuramente con occhio diverso.

Il viaggio in aereoporto é stato quasi normale, cerchi di essere razionale, cerchi di essere normale, ma sai benissimo dentro di te che quella strada che tante volte hai percorso per svariati motivi, questa volta la trascorri con un feeling leggermente diverso. Ma il futuro mi attende, ed un futuro di grande successo.

Il dramma si presenta quando arrivo in aeroporto. Inizio a dubitare che basti un carrello per trasportare i miei “immobili”, ma per far vedere che non sono un terrone, riusciamo a cacciare tutto su un carrello che, in quel momento, urlava pietà.

La strada verso il check in non é stata particolarmente lunga, quanto invece é stata la coda per la sicurezza, e soprattutto per il check in. Ho scoperto solo in quel momento che sugli aerei non é possibile caricare “immobili”. La “gentil signora urlommi…” : “buon uomo, non le é possibile caricare codesti bagagli dal peso cosi elevato”. Insomma, per farla breve, e magari anche per vostra informazione, sugli aerei non si possono portare bagagli che pesino più di 32 kg. l’uno.

Ebbene, i miei pesavano 72 kg. e cosi la “gentil” signora mi chiede di travasare mercanzia da una valigia all’altra per avere quantomeno un egual peso. Peccato che, nel travasare e nel richiudere una valigia, mi si smonta la lampo dal troppo contenuto…(NO PANIC, NO PANIC…OK PANIC), e quindi, non solo mi sono messo a far vedere a tutta la gente in coda cosa portavo, quanti calzini avevo, il colore dei boxer, ecc. ecc. ma sono rimasto di sasso nel vedere la valigia disfatta.

Inizio a pensare che perdo il volo, che forse dovrò spedire valigia separatamente, e soprattutto che stavo mandando tutti al diavolo. Con l’aiuto dei fratelli, siamo riusciti a cacciare tutto dentro, a discutere con quelli della sicurezza per portare la valigia fuori da far incellophanare, e rientrare e fare finalmente il check in.

Purtroppo questo ha portato via molto tempo al tempo dedicato ai familiari accompagnatori, ma il poco rimasto, é stato ben investito.

Grazie alla mamma, allo zio, e ai super fratelli. (seguiranno fotine)

Torniamo quindi al presente, sono le 22.35, chissà, magari stiamo sorvolando la Grecia ? Fosse cosi speriamo non ci colpisca la loro crisi economica. Il viaggio é tranquillo, aereo mezzo vuoto, servizio decente, ma una gran quantità di israeliani (quindi connazionali). Per chi conosce la categoria, lascio immaginare.

Ho ritrovato una “vecchia” conoscenza in aereo, e quindi, ci siamo seduti vicini (separati da corridoio), e ci siamo fatti due chiacchiere.

La mente a questo punto mi porta a pensare al next step. Arrivo in aereoporto, “benvenuto” israeliano e in rotta per Gerusalemme. Sono stanco fisicamente, ma psicologicamente sto pianificando i miei prossimi giorni, a tappeto. Sento di avere stampato in faccia il sorriso di chi sogna ad occhi aperti, della volontà di avere un futuro spettacolare, e più che della volontà, direi la certezza. Molte cose stanno andando per il verso giusto, molte cose accadono casualmente in questi momenti, e soprattutto sento molto vicino voi, cari amici e familiari. Voi che siete a Milano, e voi che conosco e conoscerò in Israele, perché sempre mi avete sostenuto, e so che lo fate e lo farete ogni giorno, da oggi in poi.

Non mancherò di tenervi aggiornati sui miei prossimi passi, sulle esperienze, sulle persone e sulle sensazioni, sempre che, avrete ancora voglia di leggermi.

Un abbraccio a tutti voi, dalla quasi Terra Promessa.

A presto!!

Read Full Post »

Sensazioni incredibili….

Cari amici, so per certo che alcuni di voi hanno già provato le sensazioni, i pensieri che passano per la testa, a pochi giorni dalla partenza per il cambio di vita. Eh si, finalmente dopo mesi, lotte burocratiche, incomprensioni tra la burocrazia italiota ed israeliota, ne siamo venuti a capo. A dirla tutta tutta, nel momento in cui ho intrapreso la strada per attivare le pratiche di trasferimento,  ho iniziato in parte a sentire il magone della partenza, ed in parte la curiosità dell’inizio di una nuova vita. Non so sinceramente in quel momento cosa prevalesse, ma posso essere totalmente sincero oggi nel dire che avere il biglietto pronto, i documenti fatti, e la strada più o meno pronta, fa vivere delle sensazioni incredibili.

Da qualche giorno, sempre più con l’avvicinarsi della data di partenza, Milano la guardo con occhi diversi. Certe vie, certi negozi li guardo in “grassetto”, con più attenzione, specialmente quelli che ho frequentato maggiormente nella mia lunga permanenza milanese. Nel ripercorrere strade, mi guardo in giro come se volessi (anzi, direi sicuramente) stamparmi la piantina in testa, per ricordarmi poi a distanza, di come si presentavano certi luogi. Insomma (come direbbe la Ventura), un occhio più attento, con un cenno di “arrivederci”. Malinconia ? non credo già adesso, ma sicuramente un senso strano di dispiacere di lasciare la città che mi ha cresciuto e dalla quale, per la prima volta, Parto. Poi, d’un tratto, penso a ciò che mi aspetta in Israele, ad una nuova vita, a nuove esperienze, a nuove conoscenze, un po’ come posizionarsi sul tasto “start” e cliccare su riavvio.

Una grande curiosità indubbiamente ed una voglia di buttarmici a capofitto.

Cinque giorni all’ora X.

Di una cosa sono certo, settimana prossima, non avrò più questo stress addosso, ne avrò dell’altro, e per questo finché potrò, andrò a rilassarmi in spiaggia 🙂

Alla prossima !!

Read Full Post »

Nella religione ebraica si dice: “Meshané makom, meshané mazal”, letteralmente vuol dire “cambia posto, cambia la tua fortuna”. Questo ovviamente non deve portare a pensare che, nel posto in cui uno si trova, sia sfortunato. Il significato é molto più profondo, ovvero, il cambio della tua “dimora” cambia la tua “fortuna” o corso di vita. Certo, non sono né un rabbino né un filosofo, quindi, se volete andare nel profondo significato, vi indirizzerò a qualche buon rabbino.

La decisione di aprire un blog mi é venuta qualche tempo fa, pensando: “perché per un’esperienza così unica, non scrivere un diario più o meno giornaliero su quelle che sono le mie impressioni, pensieri, sensazioni, valutazioni, e quant’altro, su un mondo nuovo, su stili di vita e valori diversi, da leggermi un domani, e chissà, magari ridendoci sopra ?”, e poi mi sono detto: “perché non renderlo “pubblico” ed interagire con i miei amici, che, leggeranno i miei post, li commenteranno, sorrideranno, e si immedesimeranno  nelle situazioni o riflessioni descritte ? “. Così, approfitto dei potenti mezzi della grande rete, ed eccomi qui, a condividere, con chi avrà voglia di leggere i miei post, ed io, a leggere i vostri commenti.

Per rendervi la vita più facile, ho anche inserito nella banda laterale di destra, la possibilità di iscrivervi al blog, e di ricevere ogni volta il post, al vostro indirizzo email.

E poi dite che non vi penso. Spero vi divertiate, spero mi leggiate, e spero mi commentiate, e soprattutto, spero sorriderete assieme a me !!

Un abbraccio.

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: