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Archive for dicembre 2010

Buon anno a voi…!!!

 

Buon 2011 !!!

Cari amici lettori del mio fantastico blog. Inutile che cominci a parlare del tempo che c’è in Israele perché penso oramai siate dei grandi esperti e soprattutto ne avete un po’ le scatole piene. Parlando di novità israeliane, vi posso solamente dire che ho notato che gli israeliani, negli armadi, oltre ai costumi da bagno, le ciabatte, 3 t-shirt che girano e rigirano, hanno anche un paio di maglioni, e soprattutto piumini o coperte sintetiche, per intenderci, quelle che quando ti metti addosso la notte, ti fanno sudare come non so cosa (anzi lo so, ma per educazione non lo scrivo). Tra le altre cose, ho notato l’abbigliamento delle ragazze israeliane (strano eh ?), sembra qui “impazziscano” per il jeans con sopra lo stivale. Uno standard in giro…trovi quella alta 1.30 cm come quella alta 1.80 cm, vestite piu o meno allo stesso modo. Ma intendiamoci, questo non è assolutamente un problema.

Veniamo ora alle cose “serie”. Domani sera finisce un 2010 che per me è stato per 8/12 (ultimi), molto particolare, ed estremamente particolare i 4/12 (iniziali) rimanenti. Siamo al giro di boa, e da quel 25 Aprile, il 31/12, era un giorno assai assai lontano. Cosa mi riserva il 2011 ? ecchilosà. Posso dire che uno dei “buoni” propositi del 2010 l’ho esaudito. I buoni propositi del 2011 ? tanti, mi basterebbe esaudirne anche solo due o tre, che sono già parecchio impegnativi :), incrociamo quindi le dita.

A questo punto cari amici, non mi resta che salutarvi, darvi appuntamento all’anno prossimo, augurandovi uno splendido 2011, pieno di salute, di gioia, di sorrisi, e tutto il resto poi, arriva da solo…

Un abbraccio da questa santa terra, nonostante vivo a Tel Aviv (zona franca)

Abbraccione

Gabriele

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Un thé nel deserto…

Data astrale, 15 dicembre 2010. Non mi trovo sull’astronave Enterprise, ma sulla terrazza di un locale davanti alla spiaggia, per chi conosce Tel Aviv, il Cordo. Dopo un week end in mezzo alla tempesta, sedersi in terrazza, all’aperto, col mio cappuccino caldo, internet, la musica in sottofondo, il sole ed il mare davanti, sembra praticamente un sogno. Ma andiamo con ordine.

Il post di oggi riguarda principalmente Gvahim, e sapendo che siete attenti, non vi spiego più di cosa si tratta (vi basta scorrere verso il basso la barra laterale, al post precedente). Le sessioni hanno avuto inizio qualche settimana fa. Trentacinque persone provenienti da ogni parte del mondo, con skills professionali diversi, dal Finance all’Hitech, dal medicale alle biotecnologie, insomma un bel pourpurrì (si scrive cosi ?) di gente, di lingue, di esperienze di vita che al primo incontro, ci ha visto tutti assetati di conoscere gente. Cocktail di benvenuto a base di sushi su una bella terrazza di Tel Aviv (per intenderci, gran parte degli incontri vengono fatti in una struttura che porta il nome di Natal, ed è il luogo dove si incontrano tutti i parenti delle vittime del terrorismo, e ristrutturato per questo motivo L ). Il primo incontro è stato molto divertente, lingua di base inglese, mano tesa per stringere le altre, nome e da dove vieni, erano ovviamente le prime cose da dire. Divertente, piacevole, ma vi avviso subito che sotto l’aspetto femminile, l’offerta è parecchio sotto le aspettative, ma pazienza, passiamoci sopra (all’offerta ovviamente). Questi workshop come dissi precedentemente, hanno lo scopo di illustrare a noi, poveri immigranti pazzi, come muoverci, dove cercare, come affrontare colloqui di lavoro, e suppliche varie per essere assunti anche per 300 euri al mese. Pensate un po’ come sono messo !!.

La scorsa settimana, ho partecipato ad un evento, organizzato sempre dalla stessa organizzazione, che aveva lo scopo di farti conoscere altre persone, che hanno frequentato lo stesso percorso in passato, e trovare qualcuno da qui in avanti che può essere il tuo buddy, colui col quale ti confronti giorno per giorno, chiaccheri, supporto ecc. Organizzato bene, all’arrivo in questo posto a casa di D-o (in verità era a sud sud di Tel Aviv), oltre ovviamente al cibo (che come ormai sapete, non manca mai), c’erano distribuite due file di sedie a forma di cerchio, una in faccia all’altra, e lo scopo era che all’interno del cerchio erano seduti i “vecchi” immigrati, ed esternamente, noi matricole. Obiettivo della serata era chiaccherare, parlare di qualunque cosa riguardo la vita in Israele, ogni aspetto, per un totale di 3 minuti. Al termine di questi tre minuti ci si alzava, e si passava alla sedia successiva. Divertente…indubbiamente.

Lo scorso week end, invece, ho partecipato ad un week end, sempre organizzato da Gvahim, nel deserto del Negev, a sud di Israele, poco piu sotto alla città di Beer Sheva. Partenza alle 7.15 del mattino, autobus super comodo, una cinquantina di persone, e via verso l’ignoto. Bello bello. Dovete sapere che Gvahim è sostenuto da una organizzazione che si chiama Rashi Foundation, e sembra questa fondazione sia particolarmente forte qui in Israele, e aiuta diverse strutture, tra le quali una che ha tirato su in 8 mesi, e che assiste i bambini maltrattati in Israele, vittime di abusi. La struttura (la vedete nelle foto), è nuovissima, tutta colorata, e aiuta questi ragazzi a vivere e ricostruirsi una nuova vita. Tanto di cappello. La visita è poi proseguita con l’incontro di una famiglia che vive in mezzo al nulla, che coltiva erbe (chissà che erbe J ), cammelleggia qua e la, un bel thé nel deserto, e via.

Arriviamo a destinazione nell’ “albergo” del kibbuz, certo non l’hilton, manco il crown plaza, manco il radisson, manco il four season, diciamo che nella stanza c’erano due letti, pulito, in ordine, per gli standard di un Kibbuz (ki Buz ?….bohh). Ho condiviso la stanza con un americano, l’allegria personificata, mamma mia, vabbe si trattava solo di passare una notte in doppia. Quindi, giornata in giro per il deserto, visita al parco naturale Ein Avdat, spettacolare, ma purtroppo visita molto breve a causa del fatto che era venerdi e bisognava rientrare in albergo per il sabato L. Indubbiamente, il posto merita una visita parecchio piu approfondita, con passeggiata o magari anche giro in mountain bike da affittare li in zona…veramente bello, le foto allegate lo testimoniano. Il sabato mattina, 10 deficienti (tra cui il sottoscritto), hanno deciso di fare due passi in mezzo ad una tempesta di sabbia. A dire il vero, prima che ci trovassimo nel bel mezzo, c’era solo una leggera brezzolina a 80 km/h, ma noi temerari del deserto, non ci siamo fermati. Cinque del gruppo però sono rientrati alla base, ed io, assieme ad altri quattro, abbiamo proseguito. Infondo, se ce l’ha fatta Mosé, perché non ce la posso fare io ? …bé, a parte le tonnellata di sabbia che mi sono trovato in ogni posto (poche battute eh ?), devo dire che è stata una bella esperienza, una di quelle esperienze UNICHE, nel senso che volontariamente non l’affronterò mai più. Ad ogni modo, bella esperienza. Pranzi e cene nella mensa del kibbuz, ottima cucina, davvero. Certo, non era l’Hilton … J.

Ieri invece, altra sessione di Gvahim che prevedeva la simulazione dei colloqui di lavoro. Ecco, sta cosa non la consiglio a nessuno. Di colloqui di lavoro nella mia vita ne ho fatti tanti, ma simularli, ripreso da una videocamera, con un pubblico che ti ascolta e ti osserva, vi assicuro, non è proprio il massimo della libidine. Soprattutto per il fatto, che altermine di tutte le videoriprese, ci siamo messi tutti a rivedere i filmati, e ognuno poteva tranquillamente dire cosa non andava bene nella simulazione di un collega. Credetemi, non è proprio una gran bella esperienza. Ma se devo trarne l’aspetto positivo, come in tutte le cose, sicuramente sarò più attento nei prossimi colloqui, su alcuni aspetti, dopo quanto mi è stato suggerito ieri.

La prossima settimana, martedi, saremo impegnati tutta la giornata in una visita alla IAI, Israel Aerospace Industries, a Gerusalemme, con successive visite ai tunnels del Muro del Pianto (io ormai sarà la terza volta che li vedo…potrei fare la guida), e alla città di Davide. Dovete sapere che il CEO della IAI è il CEO di Gvahim, questo uno dei motivi della visita. Ad ogni modo, saprete tutto nel mio prossimo post.

Se volete vedere alcune foto, andate qui.

E me racumandi…..stay tuned !!

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