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Archive for maggio 2011

Non so, in questi giorni pensavo alla probabile metamorfosi che ho subito da quando vivo in Israele. Mi riferisco ad una metamorfosi comportamentale, di cui avro’ certezza, solo quando mi ritrovero’ a parlare, e frequentare persone del vecchio continente. Sara’ che vivere in Israele per alcuni aspetti mi ha cambiato, penso capiterebbe a chiunque, ma la curiosita’ di sapere in cosa, mi solletica. Mi viene da pensare ad una delle ultime volte che ero a Milano, non era ancora per lavoro, quindi diciamo che il ricordo risale al lontano ottobre 2010. Ricordo di essere arrivato a Malpensa, ritirato il mio bagaglio, e mi sono diretto verso il Malpensa Express. Sapendo che esisteva un nuovo collegamento tra Malpensa e Stazione Centrale, mi sono fiondato nel piccolo stand di Trenitalia, me ne sono infischiato del tutto della gente in coda, e con tutta tranquillità ho chiesto l’informazione che mi serviva. Non soddisfatto, o almeno, non essendo in Trenitalia la mia soluzione per arrivare a Milano, decido di prendere il normalissimo Malpensa Express, ed arrivare a Cadorna. Mi infilo nella biglietteria, supero tranquillamente la fila, chiedo informazione sul prossimo treno, e con decisione acquisto il biglietto. Nessuno ha fiatato. Ecco, questo per esempio mi fa un po’ paura. Certo, per certi aspetti potrebbe essere positivo, ma ritenendomi ancora una persona educata, se dovessi vederlo fare da altri, ma farebbe girare non poco gli zebedei. In Israele questo tipo di comportamento e’ standard. Non lo applichi ? peggio per te. Ci sara’ sempre qualcuno che ti passera’ davanti, e non solo, anche quando sei in fila in un negozio, in un fast food, ed il commesso serve prima un’altro, niente paura, qui puoi tranquillamente dire che c’eri prima tu, e addirittura iniziare una lite. Vero, alcuni di voi mi diranno che questo accade anche a Milano, ma credetemi, il sangue agli occhi che si vede qui per far rispettare la propria idea, non si vede altrove. A mio avviso, servirebbe una specie di interrutore o una fotocellula che, non appena ti imbarchi sull’aereo, ti setta la modalita’ di comportamento per la destinazione che stai per raggiungere. Mi immagino nel caso contrario, un volo da Milano a Tel Aviv, appena varchi la soglia dell’aereo, inizi ad abbaiare come un Rotweiler (penso si scriva cosi). Certo, non tutti gli israeliani sono cosi, c’e’ anche di peggio  ma c’e’anche di meglio, oppure diciamo che ci sono quelli “normali”, dove per normali intendo le persone che si avvicinano quanto di piu’ alla mia educazione europea. Ce ne sono tanti, molti, piu’ di quanto si possa immaginare, ma anche questi ultimi, secondo me, hanno acquisito quel metodo veloce veloce di passare da israeliano terrone, ad israeliano civile, con una nonchalance incredibile, quindi delle volte sarebbe il caso di presentarsi alle nuove consocenze come °io amico !!”. Per cambiare discorso, c’e’ poi una cosa banale banale ma che a me piace tanto, e che ho trovato solamente qui (certo, non ho viaggiato proprio tantissimo). Ogni ristorante, piu’ o meno, ogni chiosco, piu’ o meno, ha ha disposizione una macchinetta per bere acqua fresca filtrata (aggratis !!). Cosa mi sorprende ? innanzitutto che se cammini per strada e hai sete, puoi tranquillamente entrare in un locale, e servirti quanta acqua vuoi senza dover consumare nient’altro. Se anche poi, entri in un fast food, in una caffetteria, decidi di prendere il panino, o altro, non sei obbligato ad ordinare la bibita a pagamento, ma puoi tranquillamente dirgli di servirti l’acqua filtrata, a costo zero. Credo in Italia, almeno sino a quando ho vissuto io, questo non era/e’ possibile. Un po’ come il discorso della spiaggia. In Israele la spiaggia e’ di tutti. Certo, se vuoi puoi prendere lettino ed ombrellone (5 Euro per tutta la giornata), oppure puoi prendere il tuo lettino, il tuo asciugamano, e metterti dove vuoi, anche negli spazi dove affittano lettino ed ombrelloni, e dove ci sono I vari bar, berti le tue cose, mangiare le tue cose, e nessuno ti dice niente. Bene, forse e’ arrivato il momento di tornare al lavoro !!! Stay tuned !!

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Buon Compleanno Israele !!!

Nutro un po’ di vergogna ad aggiornare il mio blog dopo quasi due mesi di assenza. Non sto a dirvi che ho i miei buoni motivi, o ad inventare strane scuse. Vi dico solo che sono stato cacciato dentro a calci nel sedere, nella vita “di tutti i giorni”, israeliana. Col fatto che ho cominciato a lavorare, ho iniziato a trascurare un sacco di cose, ma non tanto per la voglia di trascurarle, quanto al fatto che i primi mesi di lavoro mi hanno praticamente massacrato. Certo, definirli  “primi mesi” è alquanto inappropriato, visto che lavoro da  quasi tre, e le cose piano piano si stanno normalizzando in termini di fatica fisica e mentale. Dopo, appunto, questi mesi posso stendere un primo bilancio della mia esperienza lavorativa, sotto tutti gli aspetti.

La società per cui lavoro, si trova ad un kilometro dai territori occupati, il mio ufficio ha come allestimento standard una cinquantina di sacchi di sabbia davanti alla finestra, una mitragliatrice M60. Gli emetti in dotazione sono quelli utilizzati dai Marines, ed hanno come optional anche il visore notturno, che ha la modifica israeliana “identifica l’arabo fetente” in un batter d’occhio. Ebbene, dopo avervi detto dove si trova l’azienda, visto che non siete esperti delle distanze israeliane, praticamente tra la civiltà (per modo di dire) in cui vivo fuori dagli orari di lavoro, ed il posto di lavoro, in termini di tempo ci vogliono buoni buoni una quarantina di minuti. Vi risparmio dirvi le tempistiche che mi ci vogliono ad arrivare con i mezzi pubblici, ma posso tranquillamente dirvi che ho trovato un servizio privato, a prenotazione, che per la stessa cifra dei mezzi pubblici, mi passa a prendere sotto casa, e mi lascia in ufficio (purtroppo non esattamente davanti alla porta, ma ad una ventina di metri). Indubbiamente comodo. Sono un po’ come quei Ducato che si vedono quando la mattina presto si viaggia tra Milano e Bergamo. Praticamente i magutt. Ecco, sono il magutt in Israele. E pensate che cambio di vita ho fatto J.

Bene, dopo la descrizione logistica, entriamo un po’ a parlare delle differenze rispetto all’italia (nell’ambito lavorativo), delle persone, e quant’altro mi viene in mente. Il lavoro è sicuramente più intenso, sicuramente da parte mia c’è molta voglia di far vedere che hanno fatto un “grande” acquisto (in termini fisici), ma ho anche notato una marea di fancazzisti. Si, esistono anche qui, e qui però hanno il grande rischio di essere licenziati senza giusta causa. Quindi vi chiederete “per quale motivo li tengono ?”, non so, forse perché c’è una sorta di paraculismo con qualche capoccia, o non so. Ma vabbé, diciamo a questo punto che fa parte di tutta la fauna del mondo. L’abbigliamento in ufficio, non ha alcuna importanza. Puoi veramente andare vestito come ti pare. Non ho provato le ciabatte da spiaggia, ma non credo mi direbbero niente. Ho iniziato a lavorare in un ufficio che condividevo con una collega, la quale, ha pensato bene di farsi cacciare, ed ora me ne stò solo soletto, da mattina a sera J. L’azienda si trova in un “polo tecnologico” dove sono presenti anche altre aziende HiTech quindi, all’ora di pranzo si trova tutta l’orda di gente che assale ristoranti, fast food, e qualunque altra cosa venda cibo. La sera, se non ho il mio servizio Magutt Service che mi riporta a casa, rischio di rimanere a dormire tutta la notte in questo posto sperduto del mondo. Avrete sicuramente già inteso il piacere che ho a raggiungere il posto di lavoro. La gente. Che dire della gente. Diciamo che potrebbero facilmente parlare russo. Si da il caso che il CEO sia un russo, ed il responsabile tecnico, suo fratello, evidentemente russo pure lui. Diverse altre persone sono russe, e ogni tanto si sente un po’ questo loro slang, e mi aspetto compaiano in ufficio i soldati con la stella rossa.

Nel mio precedente post scrissi “machissenefrega, io ci provo, magari non è esattamente quello che voglio fare, certo, ma almeno inizio a fare qualcosa, e se magari mi prendono, inizio ad inserirmi nel mondo del lavoro israeliano, ed un domani posso essere un pochino più “appetibile” per qualche altra azienda.” Diciamo che è esattamente cosi, uno starting point per crearmi un’esperienza nel curriculum che domani, spero, mi possa dare qualcosa di un goccino più interessante, e soprattutto, più vicino a Tel Aviv.

Passiamo a parlare di cose più importanti e divertenti. Un paio di settimane fa ho festeggiato il mio primo anno da israeliota (vi prego di lasciare da parte le facili rime). A guardare indietro sembrano veramente passati secoli. Il cammino è stato, ed è lungo, ma sento poco poco di entrare piano piano a far parte di questa nuova vita. La lingua ancora non mi appartiene (quella parlata), inizio un po’ a parlocchiare, ma penso che ci vorrà il suo tempo, in un anno non penso nessuno riesce ad imparare fluentemente una lingua, specialmente se parliamo dell’ ebraico.

Ora mi piacerebbe fare un brainstorming sulle cose belle e meno belle che ho trovato qui a Tel Aviv. Le sparo a raffica, magari mischiate…vediamo. L’attesa ai semafori rossi per esempio. Ho notato che qui c’è gente che ha visto volar via la sua giovinezza….teenagers si sono poi laureati a qualche semaforo. Tempi infiniti. Guidare in Israele è follia, specialmente gli autisti degli autobus di Tel Aviv. Se oltre al numero di linea, mettessero pure un numero all’autobus, si potrebbero facilmente organizzare gare. Mi piace vedere supermercati aperti se non tutta la notte, almeno sino a tardi. Mi piace dopo l’ufficio, andare a bere qualcosa in spiaggia, specialmente adesso. Ho scoperto che il mare è un grande scarico di stress, di tensione, e aiuta parecchio a riflettere. Mi piace vedere un sacco di gente per le strade di Tel Aviv, sempre. I locali sempre pieni, e gente che chiacchera nelle diverse lingue, ed anche gente che le lingue le usa J. Tante differenze rispetto all’Italia, a Milano, che per me rimane sempre una bella città, una bella nazione, una grande storia, un’ottima cucina, ma sappiamo tutti i limiti che ci sono oggi a vivere in Italia, specialmente per un ebreo.

E’ bello rivedere la famiglia, in visita per la Pasqua ebraica, e soprattutto mia madre sempre sorpresa di quanto è facile vivere da “ebreo” in Israele. Sarà forse che oramai, dopo un anno, un po’ ho fatto l’abitudine, ma vedere persone che rimangono stupite delle differenze, dei ristoranti aperti nella Pasqua ebraica, ti riporta un po’ indietro nel tempo, proprio quando ero arrivato e muovevo i miei primi passi qui.

Vi scrivo proprio oggi, giorno dell’Indipendenza dello Stato di Israele. Israele compie oggi 63 anni, uno Stato giovanissimo, che ha portato in questi anni scoperte di ogni tipo, di cui beneficiano tutti, tutti, tutti in questo mondo. Dal processore del PC con cui vi sto scrivendo, dal programma che sto utilizzando, da diverse scoperte mediche, e da tante altre tecnologie di cui attualmente non sono a conoscenza. Uno Stato che ha il più grande sistema di desalinizzazione al mondo, uno Stato che manda aiuti medici ad Haiti ed in Giappone, ed arriva con strutture all’avanguardia. Uno Stato che tutti si ricordano solo quando risponde per difendersi da azioni palestinesi, di puro terrorismo, ma che non si  ricordano delle cose belle che ha fatto e che fa da tempo. Coerenza. Ci vorrebbe coerenza. Odi Israele ? allora smetti di fare uso delle sue scoperte, per esempio (http://www.youtube.com/watch?v=saeky9I5T9c) . Scusate se ho sforato un po’ nel politico J. Credo sia comunque importante fare bilanci seri. Da un anno mi sono abituato a farmi perquisire quando entro in un centro commerciale, quando entro in una piazza pubblica per un evento, quando entro al cinema, quando vado al Muro del Pianto. Non mi sorprendo più a vedere civili con la pistola dietro la schiena. Ogni volta che vedo un soldato (specialmente gruppi di combattenti), nutro un gran senso di rispetto. Ragazzi che passano tre anni della loro vita a difendere uno Stato, e spesso penso a cosa facevo io a 18 anni. Insomma, tante cose che ti mettono davanti ad una realtà di un popolo che fondamentalmente vuole pace, convivenza, ma che troppo facilmente tante nazioni additano come oppressore.

A questo punto non mi rimane altro che dire…”stay tuned !!!”, alla prossima….con tante tante tante novità

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