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Archive for giugno 2011

Sarà che di tempo ne è passato davvero tanto, sarà che oramai sono praticamente un mulo, sarà quello che volete, ma non so ancora dove

Colori a Tel Aviv

ho trovato le forze per questo post. Sarà forse che vi stò trascurando ? Non credo, siccome conosco uno per uno i miei mille subscribers, sono sicuro che manco vi siete accorti che da qualche giorno non scrivevo. Vi assicuro, ho avuto un sacco di problemi a postare i miei post dove dovevo postarli, pensando quasi di non trovare posto. Bene, queste prime righe vi danno la chiara idea della mia situazione cerebro (lesa). Diciamo che nelle ultime settimane sono diventato un automa, sinceramente potrei vivere in Cile, o Guatemala, a Praga, o Tel Aviv, che tanto non cambierebbe niente.

Lavoro in un posto sperduto in Israele. Per darvi un’idea, a pochi kilometri dai territori. Si, lo ammetto, quando mi hanno assunto, mi hanno fatto un corso per accoppare un arabo con mirino telescopico ad una distanza di 200 Mt, e quando si tratta di accoppare l’arabo, io, sono un maestro. Non bastava, il mio ufficio è pieno di sacchi di sabbia, e dalle fessure posso controllare la mia zona. Si, ho anche l’elmetto aziendale. Ho scelto l’elmetto al posto della macchina, perché secondo me fa piu chic. La macchina ce l’hanno tutti, io invece mi sono preso l’elmetto, c’ho disegnato su una mano col dito medio alzato, e via cosi. E va bene, ve la dico tutta, nel training della prima settimana, mi hanno insegnato anche ad usmare l’arabo. Metti che salta la luce, metti che per qualche motivo non riesci a vederlo, con questo mega training chiamato “usma l’arabo”, posso sentire un arabo ad una distanza di 50 mt. riesco a puntare l’arma ed accopparlo.

La distanza per arrivare a questo posto alla fine non è tantissima, se hai un’auto a disposizione o se hai qualcuno che ti da un passaggio (cosa che a me stà capitando, fortunatamente). Se dovesse essere questione di prendere i mezzi tutti i giorni credo mi sarei suicidato da tempo. Ebbene, passo praticamente quasi 10 ore della mia giornata in questo pseudo insediamento ebraico in mezzo ai territori che, quando torno a Tel Aviv, mi viene in mente che mi ci sono trasferito dall’Italia. Rimango stupito della città. della gente, del traffico, e delle volte del fatto che vedo anche il mare. Incredibile, mi ricordo praticamente di vivere a Tel Aviv, dal giovedi sera al sabato sera, per il resto della settimana se non inciampo su qualcosa che mi butta la faccia davanti al mare, manco me ne accorgo. Ogni tanto quasi mi dico, “caspita, dovrei abitarci a Tel Aviv”, ma vabbé sopportiamo ancora per un po’.

Stasera, tornando a casa ho notato una cosa stranissima che mi ha fatto pensare. La mia buca per le lettere. Si, la buca per le lettere in Israele stà fuori dal portone, dove tutti possono passare, consultarla, e rimetterla (a loro discrezione) al suo posto. Ebbene, pensavo alla quantità industriale di pubblicità che ricevo, ma inteso menù di ristoranti che fanno la consegna a domicilio. Potrei veramente stare chiuso in casa, e ordinare ogni giorno un cibo di verso, da un menu diverso, di un ristorante diverso, senza tanti problemi (forse nel farmi capire telefonicamente), ma la quantità dell’ offerta è incredibile.

Un’altra cosa che mi fa veramente impazzire di Tel Aviv, è il venerdi pomeriggio, dalle 15.30 in poi, la città comincia a “spegnersi” per lo Shabbat. Il traffico diminuisce notevolmente, e camminare per i vari viali, nel silenzio, o comunque nel quasi silenzio totale è veramente suggestivissimo. Lo consiglio.

Tra qualche giorno mi appresto a fare un giretto in Italia, per lavoro, oramai all’aereoporto di Tel Aviv, alla sicurezza mi battono il cinque, mi offrono caffè, e riesco ad avere mega sconti al Duty Free. Questa volta giretto molto breve, ma solo per arrivare e tornare faccio il giro d’europa, purtroppo senza manco passare da Milano. Lo ammetto, atterrare in Italia, e parlare la tua madrelingua, è un piacere immenso. Tutti ti capiscono, tu capisci tutto. So di dire cose scontate, ma cercate di capire, io qui parto al mattino con l’ebraico, passo ogni tanto all’inglese, poi italiano e qualche volta mi è capitato di incrociare un po’ di francese (per quello che so), sono arrivato ad un certo punto che sono crashato, nel senso che una parola la dicevo in ebraico, due in inglese, e una in francese, oppure uso gli articoli in altre lingue,o addirittura dall’inglese non mi vengono delle parole, e cosi mi risulta piu facile dirle in ebraico, che quando ho quello/a davanti che cerca di capire cosa dico,  guardandomi in modo strano, facendo finta di capire, non so più come terminare il discorso. Stò aspettando il Service Pack, ma sapete bene che MS ci mette un sacco di tempo a rilasciarlo.

Bene, credo di dovervi lasciare, le dita vanno da sole e gli occhi si stanno chiudendo, tra poco non domino più quello che stò scrivendo (come se sino ad ora l’avessi fatto). Mi raccomando, stay tuned.

A presto !!!

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