Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for settembre 2011

Ciao amicicici, rieccomi qui. Pensavate vi foste liberati di me, ed invece, ci mancava poco avevate ragione. Settembre inoltrato, autunno cominciato (fa anche rima) sul calendario, ma che ancora non si sente qui a Tel Aviv per ovvi motivi. Secondo me l’inzio del periodo più bello a Tel Aviv, ma “De gustibus non disputandum est”.

Prima di cominciare a scrivere questo post, sono andato indietro a leggere quello che scrissi nello stesso periodo, l’anno scorso. Siamo ad un paio di giorni dall’inizio del capodanno ebraico, e mi incuriosiva vedere un po’ cosa avevo scritto, e le sensazioni che avevo provato. Che novellino !!!. Non che adesso sia proprio un “senior”, ma quasi un anno e mezzo in Israele si sentono, e a rileggere il post, mi veniva veramente da sorridere, a quante cose sono cambiate, a quante cose ho fatto, e quante cose ancora devo fare, e soprattutto pensare a quanto indietro ero a suo tempo. Si dice, “mai guardarsi indietro”, diciamo però che ogni tanto è bello vedere quello che hai fatto, soprattutto se la linea tende al positivo nell’ascissa, e speriamo salga ancora tanto. Che dirvi, dai, facciamo un piccolo bilancio di vita israeliana di fine anno, proprio perché domani è Santo Stefano.

Cultura: posso dirvi abbastanza tranquillamente che il sorriso ebete del nuovo immigrato svanisce abbastanza presto. Lo scontro con la “cultura” israeliana è abbastanza immediato, quindi difficile quantificare, credo sia molto soggettivo, ma potrei dare un trimestre.

Qualità della vita: nonostante abbia cominciato da un po’ a lavorare come un mulo, (alcuni dicono da israeliano vero), i piccoli momenti di libertà che ti rimangono (vale a dire qualche ora la sera ed i week ends), hanno un’intensità di vita pazzesca. La sera di giovedi e del venerdi, sono i giorni che preferisco. Giovedi sera, visto che il venerdi e sabato non si lavora, i telaviviani escono, strade, locali, molto frequentati. Il venerdi poi, ogni caffè è stracolmo di gente, tipicamente per il brunch. Ma il venerdi pomeriggio, è il periodo che mi piace maggiormente, soprattutto quando mi capita di camminare per la città, in assenza quasi totale di macchine (visto che comincia il sabato ebraico), e di autobus (per legge i mezzi pubblici smettono il servizio).

Mare: non sono mai stato un “marittimo” J, sono sempre stato un milanese. Pur sfruttando il mare poco, nei momenti liberi, devo riconoscere che è un ottimo sfogo. Sapere di averlo li, che ti aspetta, dove puoi andare a rilassarti, a bere qualcosa, o semplicemente a fare due passi, aiuta infinitamente la mente.

Lavoro: non so se è solo dove lavoro io, ma poco ci manca la frusta. Gli israeliani sono operativi prestissimo al mattino, lavorano (e quindi lavoro) un sacco di ore al giorno, e rientrano tardissimo. L’altra sera, rientrando a casa abbastanza tardi (verso le 20.00), c’era più traffico che al rientro alle 18.30, abbastanza indicativo. Qui la gente ti chiama alle 8 del mattino, dove facilmente sono già svegli almeno da un paio d’ore. Forse tutto questo, sicuramente in parte, spiega il successo di Israele oggi nell’economia (tocchiamo ferro, ed altro).

Donne: si, va dedicato un paragrafo. Tel Aviv è pieno di gente da tutto il mondo, senti parlare tutte le lingue, ma non solo, vedi un sacco di differenti “razze”. Ammetto di avere un debole per le etìopi. Ora, sicuramente vi metterete a ridere, ma credetemi quando vi dico che una ragazza mulatta etiope (ebrea) ha una percentuale di bellezza molto alta….chissà 😉 io sono per il mix delle razze 🙂

Servizi: sui servizi non posso  dire moltissimo. Mi limito a dirvi che è bello poter fare la spesa a qualunque ora del giorno e della notte, che è bello potersi sedere in un bar in spiaggia, anche ad ora inoltrata, con i piedi nella sabbia, senza avere il cameriere che ti dice che devono chiudere.

Vogliamo ora parlare delle cose brutte ? non so se poterle definire brutte, ma quello che si sente maggiormente nel cambio di vita, da Europa a Medio Oriente, è indubbiamente l’impatto con gli israeliani. Indubbiamente tanti in gamba, ma mi perdonino gli israeliani, tanti altri che avrebbero veramente bisogno di un corso intensivo di educazione. Il problema dove nasce ? nasce dal fatto che vivendo con loro, ho paura di diventare come loro, e questo non può accadere. Per questo quando sono in viaggio in Europa, e vedere italiani, spagnoli, e comunque europei, mi sembra di vedere veramente la civiltà.

Se potessi, veramente, mi piacerebbe capire come mi sono evoluto, o più facilmente involuto, rispetto a un anno e mezzo fa. Vabbé lasciamo ai poster (inteso come poster) l’ardua sentenza.

Cari amici, non mi rimane altro che augurarvi Shanà Tovà (buon anno), nella speranza che sia un anno di salute, serenità, e tutto il resto…ora sono praticamente arrivato al Via, come Monopoli, ed un altro anno riparte.

Un abbraccio a voi e….alla prossima

stay tuned !!

Annunci

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: