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Archive for marzo 2013

israLe bandiere hanno ricominciato a sventolare in Israele. Quelle istituzionali non hanno mai smesso di farlo, ma da questi giorni sono visibili le doppie bandiere su ogni palo di Tel Aviv. I significati, non ufficiali, sono molteplici. Quando vedi le bandiere sventolare in ogni viale, e le vedi in prospettiva sino infondo ai viali, contrastate da un cielo blu, il sole, e quel bel venticello primaverile, sai che stà per ricominciare la bella stagione.

Le prossime quattro settimane saranno importanti in Israele e per Israele. Pesach (la pasqua ebraica), comincerà tra 8 giorni circa, il ricordo della liberazione degli ebrei dalla schiavitù, il ritorno a mangiare pane azzimo per 7 giorni, e quanto ne consegue. La visita dei parenti per le festività, qualche giorno di relax lavorativo, e soprattutto il bello di passare le festività in Israele. Mi rendo conto per molti di voi quanto descritto non abbia un granché senso, ma credetemi, ha un gran senso.

A metà Aprile due giorni estremamente importanti per Israele. Yom Hazicaron, il giorno del ricordo. Il ricordo di tutti i soldati nella storia di Israele, che hanno combattuto e perso la vita per permetterci di vivere oggi in questa splendida terra, democratica, libera, e piena di valori umani, che neanche vi immaginate. La giornata é estremamente straziante, i negozi chiudono per mezza giornata, le radio smettono di trasmettere, cosi come le televisioni se non per ricordare i nomi di coloro che hanno combattuto per la libertà di questo Stato. La sera, tipicamente, ci sono commemorazioni, cosi come la più grande in Kikar Rabin a Tel Aviv, dove annualmente non mancano le lacrime di ogni spettatore.

Yom HaAtzmaut, il giorno dell’Indipendenza dello Stato di Israele, é un giorno di festa, di gioia, che cade il giorno dopo lo Yom Hazicaron. Le bandiere israeliane sventolano ovunque, parate aeree visibili da tutta la popolazione sul lungomare, e tanti applausi. Quest’anno é la terza volta che partecipo a questi eventi. Sono sicuro che queste emozioni non le vivi facilmente, finché non vi partecipi personalmente, e vedi.

Bello, bello veramente.

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Le “cose belle”. Questo era il post del 16 gennaioNeve. In quel periodo “le cose belle” della vita si riferivano alla mia vita qui in Israele, a Tel Aviv. A ripensarci, “le cose belle”, intese anche come “momenti belli”, sono anche quelli passati altrove, in qualunque posto, che diventano “belli” per averli passati con qualcuno, o semplicemente perche’ in qualche modo ti lasciano il segno, ed a ripensarci, la mente si lascia andare. Sara’ perche’ certe volte non abbiamo piu’ il lusso di passare dei momenti di qualita’ nel presente, che, quelli trascorsi nel passato, si evidenziano nella nostra mente. Certo, dire “non abbiamo piu’ il lusso” forse puo’ essere un’affermazione un po’ forte, basterebbe dire che, per il fatto che ti ricordi perfettamente di alcuni “momenti belli” passati, piu’ di quelli presenti, evidentemente quelli presenti non sono cosi’ di valore. Bene, ora fatemi uscire da questa analisi, perche’ rischio di non uscirne piu’.

Per cosa questa premessa ? pensavo a quei giorni di vacanza che mi sono preso le scorse settimane, la prima vera vacanza dal 2010. Le tanto sognate montagne innevate, il freddo, lo sci, la neve, I profumi della montagna, I sapori, I panorami, il cibo, ed un po’, forse anche tanto, il piacere di tornare in un posto che sento mio, sin dalla nascita. Vivendo all’estero, la mia paura iniziale, forse stupida, ma sempre una paura, era quella di non poter piu’ frequentare posti a me cari, vissuti negli anni, ed ormai, facenti parte del mio dna. Certo, da Israele, andare ad Ortisei, non e’ esattamente come andarci da Milano, sia in termini di distanze che di costi, ma proprio considerando questi aspetti di lontananza, con la consapevolezza che non puoi andarci cosi spesso, aumentano la qualita’ della vacanza, dando un valore inestimabile ad ogni momento/attivita’ di quella giornata.

Penso questo sia importante, comunque, come riflessione. Il fatto di non dare niente per scontato, sapere che ogni cosa che viviamo, dobbiamo alla fine viverla almeno al 150%, perche’ magari un giorno, pur essendo a te molto cara, rischi di non viverla piu’, o quantomeno, non con la stessa frequenza di un tempo. Vero, uno puo’ vivere nuove esperienze, e fare in modo che diventino “cose belle”, ma credo anche ci siano cose del nostro passato che ci piace ricordare, ripercorrere, rifare, ove possibile. Questa e’ una cosa possibile, e allora, perche’ non rifarla?.

Forse qualcuno puo’ accusarmi di essere nostalgico, ma non la vedrei assolutamente come un’accusa. Essere nostalgico, per I bei momenti o le belle situazioni, penso sia nel dna di tante persone, che magari, per strani motivi, hanno difficolta’ ad ammetterlo. Ecco, ritornare in vacanza in posti che hanno fatto parte della mia infanzia, mi ha dato energia, positivita’ anche nel sapere che sono li, in qualche modo ti aspettano, ed il gusto di rifare passeggiate fatte in passato, o mangiare succulente prelibatezze di cui ti eri scordato, fa veramente un gran piacere.

Poi, ora, apro gli occhi, vedo Tel Aviv dal 32esimo piano, scorgo il mare, il porto, e sorrido non credendo ancora di essere mai andato a sciare.

Quanto e’ strana la vita.

Ciao amici, stay tuned !!

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