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Archive for novembre 2013

responsible for my own happinessTutto sembra quasi perfetto. Anche stasera, nell’usuale passeggiata “liberatoria” dall’ufficio a casa,  avevo quella strana sensazione di essere in pace col mondo. Sarà stata la calda giornata, sarà che passeggiare qui risulta molto piacevole, comincia la solita riflessione sul “chi sei”, “cosa vuoi”, “dove stai andando”. Quei momenti dove decidi di tirare qualche somma, e capire se oltre quella riga hai una cifra in negativo o in positivo. Momenti difficili sicuramente, perché fermarsi a pensare di tanto in tanto risulta pericoloso. Oggi, grazie al cielo, é stato diverso. Ho paura a dire che mi sento integrato, ma lo sono. Riconoscere di essere un israeliano, e quindi anche nei comportamenti, mi fa un po’ male al cuore, ma essendo una persona estremamente sensibile e sincera, lo riconosco. Mi piace relazionarmi con le persone, mettendo in croce quelle tre parole di ebraico che ho imparato, e chiaccherare con loro. Il dramma dopo un po’ é capire cosa ti rispondono, ma ho capito che se sorridi ed annuisci, a loro sembra tu abbia capito. Mi piace guardare la gente per strada e immaginarmi la loro vita, i loro comportamenti. Guardare i soldati, le soldatesse. Giovani ragazzi, spesso con questi fucili più pesanti di tutto il loro corpo, e riflettere se sono contenti o meno di servire il loro paese (io ne sono sicuro). Cosa faranno dopo il militare ? cosa impareranno in questi tre anni ?. Guardo tanta gente che corre a destra ed a sinistra all’incrocio delle torri dove lavoro, specialmente alle 18 quando esco. Dove correte ? cosa andate a fare ?. Non prendetemi per matto, o forse si, però quando uscite da una giornata intensa di lavoro, il neurone che é in me schizza a destra ed a sinistra portandomi a questi vaneggiamenti.

Insomma, torni verso casa con quel sorriso ebete. Poi pensi. Ma perché tornare a casa subito, telefoniamo a qualcuno e sediamoci per un caffé, passiamo magari per quel centro commerciale, facciamoci un giro in qualche zona ancora non vista nei dettagli, e poi arrivare in ginocchio a casa.

Non so. Questa strana sensazione di “chillout”, di pace col mondo, nonostante in questo paese, di “pace” sia difficile parlare. Più passa il tempo, più penso che effettivamente il terrore che ho avuto il 25 aprile 2010 era giustificato indubbiamente, ma oggi sono totalmente appagato. Bello. Bello giocarsela, bello cambiare un po’ di noi per quello che eravamo e cercare di migliorarci alla ricerca di qualcosa di nuovo. Bello prendersi ogni tanto qualche schiaffone che ti insegna a migliorare qualcosa di te che magari avevi sottovalutato. Bello ritrovare amici che vengono a vivere qui,  che mollano tutto a Milano, e ci provano, rischiano, si mettono in gioco, perché hanno capito che ce la si può fare. Tante cose sono belle, cosi come prendere un aereo giovedi, e tornare a Milano velocemente per lavoro rivedere le persone a cui vuoi bene, ripercorrere i tuoi soliti posti, magari lavorare anche un paio d’ore, e tornare poi nella tua nuova casa, Israele. Pur non essendomi piaciuto il film,  ma il titolo é veramente azzeccato, riconosco davvero che “La vita é bella”.

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audiolesoAvrei voluto fotografarlo, ma sono quei momenti in cui l’occhio deve essere già posizionato nel mirino, e il dito pronto a cliccare sulla tua reflex. Il telefonino non é proprio la stessa cosa. Rappresentava uno dei quei momenti in cui definisci “un’immagine vale più di mille parole”. Passeggiavo per Dizengoff questo pomeriggio assieme ad un caro amico. Guardando e non guardando in giro, l’occhio cade su quel signore seduto sulla panchina, seduto sulla trequarti. Il braccio appoggiato sullo schienale della panchina che reggeva un telefono rivolto verso di sé. Con l’altro braccio gesticolava. Mi sono bloccato al solo piacere di vedere una persona, audiolesa, che poteva comunicare attraverso il suo smartphone.

Delle volte non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati ad avere ciò che abbiamo, e per una volta, dare merito a questi smartphones di permettere a due persone, non udenti, di parlarsi ovunque essi siano, come chiunque altro.

Mi rendo conto per alcuni questo post possa sembrare inutile, se avete un cuore, vi sfido a trovarvi in un momento simile

Un  abbraccio da Tel Aviv

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La “cosa più bella”

torta_compleannoEra gennaio 2013 quando scrissi il post “le cose belle”. Lo scrissi già che quelle descritte erano solo una parte di quante si possono realmente vivere in un giorno, in una settimana, o in un mese. La cosa bella di oggi, oltre al resto, si chiama “compleanno”. Il compleanno é una cosa bella ? non so, oramai sono entrato in quella dimensione per cui il compleanno non é più importante. Sono vecchio ? forse. Voglio dimenticare che gli anni passano ? può essere. Dicono in molti un ragionamento femminile, quasi da diva. Ci stà. Ma quanto é bello il giorno del proprio compleanno ? cosa sono le cose belle per me nel giorno dove ho compiuto 32 anni ? eccole in ordine di avvenimenti della giornata :

  1. Entrare in ufficio e sentirsi fare gli auguri dai primi presenti
  2. Stare in ufficio, ricevere chi ti fa gli auguri, ed automaticamente ti chiede quanti anni fai
  3. Sentire cosa confabulano i colleghi quando entra qualcuno che non sa che oggi é il tuo compleanno
  4. Osservare i colleghi, credendo di non farsi vedere, organizzare il pranzo e la colletta per il regalo
  5. Continuare a ricevere persone che ti fanno gli auguri e ti abbracciano
  6. Sentire veramente il calore delle persone
  7. Le mail ricevute dagli amici e conoscenti sparsi per il mondo, (non registrati su facebook) che ti fanno gli auguri
  8. I messaggi su facebook. Quelli freddini, da quelli meno freddi dove si riescono a scrivere più di due parole
  9. Le telefonate della famiglia
  10. Gi sms
  11. I messaggi Wazzupp, da milano e non solo
  12. Pranzare con i colleghi che hanno organizzato il pranzo esclusivamente per te (una ventina se non di più)
  13. Andare in paranoia e pensare come organizzare la serata con gli Amici. Dove li porto ? dove mi portano ? faccio ? non faccio ? Faccio !!.
  14. Organizzare ed eccitarsi all’idea di passare una bella serata.
  15. Gli Amici. I miei amici speciali. Oserei dire la mia seconda famiglia. Quelli che veramente ti vogliono bene e che te lo fanno sentire. Ti conoscono, ti conoscono meglio di quanto tu creda. Sono la tua famiglia qui. Grazie amici !! vi voglio un bene infinito.
  16. Godersi la cena assieme, ridere, scherzare, spensierati, in una sera dove tu sei l’attore principale, il protagonista, in un’atmosfera fantastica dove senti quasi di essere imbattibile, contro qualcosa di inesistente. Una forza incredibile
  17. Il dopocena. Da me. Una tartatin mattone pazzesco, vino e ancora a stare insieme. Lo stomaco pieno, ed una tartatin calcestruzzo che cerca di farsi spazio tra la cena ingurgitata prima.
  18. Abbracciarsi per i saluti, e sentirsi fare gli auguri nonostante il compleanno sia passato da qualche ora.

Diciotto punti. Senza neanche farlo apposta. In ebraico significa vita. 18 cose belle, oggi. Sensazioni stupende, e quella sensazione che ti fa stare a 3 mt d’altezza. Lo so, domattina quando mi alzerò sarà tutto finito, ma oggi ho goduto come non mai.

Grazie amici, a chi mi ha fatto gli auguri, e a chi involontariamente se ne é dimenticato. Grazie dei messaggi,  dei bellissimi wazzupp, di amici e di persone speciali ritrovate. Di colleghi e di ex colleghi. Di nuovi amici in Israele e di vecchi amici italiani. Grazie amici, é stato un giorno fantastico.

Grazie di esserci.

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