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Archive for dicembre 2013

Buone feste a voi !!

buone-feste“Stranamente” il Natale fa capolino anche da queste parti. Come ogni anno, da quattro, oggi per esempio 18 dicembre, potrebbe essere anche il 22 marzo, o il 12 luglio, perche’ di Natale qui, non se ne vede manco l’ombra. Certo, ad andare in zone un filo piu’ cristiane, forse forse, qualche alberello, e qualche Babbo Natale di quelli che si appendono sui balconi per esempio, si troverebbe. Tel Aviv,  rimane completamente trasparente a questa festivita’. La cosa che ci ha ricordato il periodo e’ stata la nevicata della scorsa settimana a Gerusalemme, oltre a Noe’ che e’ venuto in visita a Tel Aviv. Non corriamo a fare gli acquisti ne’ dell’ultimo minuto, ne’ del primo. Non corriamo a preparare la cena ne’ della vigilia, ne’ del giorno di Natale. Come detto, qui potrebbe essere qualunque giorno dell’anno (a parte il periodo delle festivita’ ebraiche), e vista anche la temperatura diurna che si presenta in questi giorni, potremmo anche immaginarci di essere in primavera. Voglio quindi approfittare anche quest’anno per augurare a tutti voi ed alle vostre famiglie, buone feste, buon Natale, da un posto dove dicono, sia tutto iniziato qui.

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Due gocce ?

arcobaleno taIncredibile. Se Israele e’ all’avanguardia tecnologicamente, posso dire che bastano due gocce d’acqua o due fiocchi di neve per bloccare tutto. Vero, come spesso scrivo, anche la pioggia qui delle volte e’ un po’ maleducata. Non cade con ordine. Si fa influenzare dal vento. Da quel vento gelido che sposta l’acqua in tutte le direzioni e che osservi mentre la gente intorno a te gioca con l’ombrello, spesso scoperchiato, e spesso negli occhi dei vicini. Io ? io sono il solito “figo” ita/israeliano. Io rimango sempre l’uomo che non deve chiedere mai. L’ombrello non lo porto perche’ il mio undicesimo comandamento me lo impedisce. Lo trovo scomodo, non so mai dove metterlo, e poi diciamocelo, non e’ “cool”. Rimane il fatto che esci di casa per andare in ufficio questa mattina, e sei accolto da piscine olimpioniche sparse per la citta’. Ovviamente i vari Michael Shumacher dei mezzi pubblici scorrazzano nelle suddette piscine, annaffiando chiunque cammini sul marciapiede. Delle volte mi sembra di essere in un film. Ovviamente piove solo quando mi reco alla fermata, e solo quando scendo per percorrere il tratto tra la fermata e l’ingresso delle torri. Una pioggia disordinata, ti copre “in tutte le direzioni del mondo”, e preghi che la sincronizzazione del verde dei semafori, ti sia favorevole. Ma e’ chieder troppo. Cosi rimani tra i due stradoni, proprio mentre qualcuno lassu’ ha deciso di scatenare l’impossibile, in quell’esatto momento.

Dai, diciamocelo. Chiunque pagherebbe per avere un inverno cosi. Non lamentiamoci, alla fine parliamo solo di qualche settimana, per poi tornare alle splendide giornate, al chill del mare, della vita, del cielo blu, e anche un po’ di quel sole e caldo che tra luglio e agosto “odiamo” tanto.

Let’s keep the “chiaps” stret ancor un po’.

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Cambiare …

ChangenextBello tornare a casa, dal momento in cui atterri e vieni abbracciato da quei zero gradi che ti baciano nel momento in cui poggi il piede nel finger, e da buon pseudo mediorientale, ti sei presentato nella pianura padana con una polo mezze maniche, ed un maglione sulle spalle, quasi fossi appena tornato da un week end in collina. Quel bel freddo che ti ricordi solamente, che assaggi di anno in anno, quando ripassi a Milano nel mese di dicembre. Vuoi fare il “figo”, vuoi far vedere che tu sopporti qualsiasi temperatura, finche’ dopo il ritiro bagagli, esci da quel triste aereoporto, passando per la galleria dello Sheraton, apprestandoti alla “slot machine” dei biglietti MXP – Cadorna, per scendere poi sulla banchina polare artica, e salire sul treno, con i peli dritti quasi fossero una grattuggia.

Ma tu sei un mediorientale, sei uno forte oramai. Sei l’uomo che “non deve chiedere mai”, e mentre gli altri sono vestiti con pellicce, montoni, piumini e qualunque indumento di ogni tipo, tu sei li con l’unico giubbotto rivestito che ti eri portato in Israele, e che serve per quella stagione freddissima che solitamente non scende piu dei 10 gradi. Tu sei uno forte, guardi gli altri come a dire “suvvia, chi siete voi per non sopportare questo freddo”. La temperatura del MXP Express supera i 35 gradi, mancano solo le creme solari da spalmarsi in faccia, e godersi quei 36 minuti di viaggio per darsi un po’ di colore in faccia, e presentarsi ai pinguini della stazione di Cadorna con un colore scuro in volto.

Arrivi a Cadorna, notte fonda, ti accolgono gli orsi bianchi. Ti chiedi come mai, e scopri che alla fine, un po’ di freddo lo senti anche tu. Ti chiudi il giubbotto rivestito, con sotto la polo mezze maniche, quasi sino a strozzarti, alla ricerca del fratello che ti e’ venuto a prendere in stazione.

Temperature dimenticate da noi che viviamo quaggiu’, ma che di tanto in tanto ci piace assaporare, cosi come tutto quello che gira attorno. La scusa del freddo ti impone di indossare una sciarpa (indumento dimenticato da anni), un cappello (idem), guanti (figuriamoci), ma soprattutto bere bibite calde. Si, quella cioccolata sempre tanto sognata, dove il cucchiaino sta in piedi da solo. Quella cioccolata che oggi a Milano te la servono solo dopo aver presentato un mutuo, manco il cacao fosse stato appena raccolto. Vero, Tel Aviv non e’ assolutamente una citta’ economica, ma per pagare quasi 5 euro una cioccolata calda mi aspetto che ballino la rumba davanti a me, almeno. La curiosita’ poi mi assale all’uscita quando mi chiedo se sono stato fotografato e la mia foto appesa con la frase “il cliente ciula dell’anno”. Poesse, ma alla fine, chissenefrega.

Milano quanto mi piaci e quanto mi rattristi. Milano, simbolo campione di un’Italia che sta piano piano spegnendosi e non reagisce. Milano mi piace, mi piace il suo profumo, il suo freddo pungente, le castagne, i negozi, le persone. Adoro passeggiare e guardarmi in giro quasi vivessi ancora li. Mi piace parlare la mia lingua, mi piace usare ogni sfaccettatura delle parole per descrivere un qualcosa, o un sentimento.Milano ti ho lasciata. Ti ho lasciata tempo fa, ma ti ricordo come una citta’ piu’ sorridente, piu’ felice e ti ritrovo negli ultimi anni rassegnata. Trovo rassegnate le persone, incapaci delle volte di prendere delle decisioni. Decisioni difficili, decisioni meno difficili, ognuno sicuramente ha le proprie difficolta’, ma ho trovato gente stanca, affaticata, e con tanto odio per un paese che non garantisce piu’ niente. Mi dicono “hai fatto bene ad andartene”. Mi e’ spiaciuto andarmene. Mi spiace vedere un paese cosi bello, con cosi tante cose che potrebbe offrire, che non reagisce. Le persone sono stanche, sembra quasi si entri in eutanasia. Speriamo di no. Egoisticamente dico, io arrivo resto dei giorni, e me ne vado, torno in un posto non facile, ma sono regista della mia vita, sono l’attore principale in un paese che mi restituisce quello che pago. Un paese che mi ha insegnato a cambiare, ad adattarmi, a cogliere mille cose che prima non vedevo. Cambiare e’ bello. Cambiare arricchisce. Cambiare stimola la mente. Cambiare ti fa sorridere. Cambiare ti fa sognare. Questo e’ quello che si merita chiunque, che riesce a prendere le redini della propria vita, e non vivere di inerzia.

Forza ragazzi !!

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