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Archive for marzo 2014

friend“Ciao Davide”. Sono passati nove anni. Dopo uno di quei flash che capitano nei momenti in cui i tuoi neuroni sono in pausa. Raramente, ma puo’ succedere come questa volta. Cosi ho esordito la telefonata di oggi. Mi era capitato di girare su Linkedin, trovare sulla bacheca una “connection” della sorella, e li mi sono chiesto “Davide, ma che fine hai fatto ?”. Scrivo a Rossella, le chiedo come sta’, le chiedo i recapiti di Davide, e cosi gli scrivo.

Mi risponde per email, poche parole. Sempre stato uno di poche parole, ma almeno ora ho la sua mail. Gli rispondo salutandolo e chiedendogli come sta’. Soliti convenevoli ma alla fine gli chiedo un recapito telefonico. Me lo manda, ed oggi a pranzo quando l’ufficio era sufficientemente tranquillo, ho composto il numero.

Al solito ho voluto fare il simpa, ma mi ha sgamato subito. Sembrava non ci sentissimo dall’altro ieri. Con Davide ho passato la mia prima esperienza lavorativa in una azienda di Trezzano sul Naviglio. Ne abbiamo passate di divertenti lavorando come tecnici, abbiamo avuto occasione di farci qualche giro in italia, facendo presentazioni ai clienti sulle nuove tecnologie. Un bravissimo ragazzo col quale nasce quella magica intesa quasi dal primo giorno che lo conosci.

Abbiamo parlato almeno per una quarantina di minuti. Il suo timbro uguale. Il suo spirito uguale. Se ci fossimo visti in Via Leonardo da Vinci a Trezzano domattina, ci saremmo accorti che questi quasi dieci anni non sono mai passati, se non forse per il fatto di essere piu’ anziani esteticamente, forse un po’ piu’ razionali e riflessivi.

Uno di quei flash che ti porta nel passato, specialmente quando gli racconti che tu oggi vivi a Tel Aviv, e che anche lui  si congratula per la tua scelta per aver lasciato il Belpaese.

Quanto e’ facile dirlo per uno che ancora vive nel Belpaese. Quando sei li, per certi aspetti lo odi. Quando sei qui, per certi aspetti ti manca. Non siamo mai contenti ?.

Ora vive a Verona, peccato, mi sarebbe piaciuto incontrarlo a Milano magari in uno dei prossimi viaggi, davanti ad una birra, a ridere e scherzare come due anziani ripercorrendo l’ultimo decennio.

Bello. Bello sfruttare per quel che servono i social networks che ti permettono di reperire il contatto, ma ancor piu’ bello, il vecchio e caro telefono che ti permette di parlare, esprimere, condividere, e soprattutto carpire l’emozione di entrambi nel risentirsi dopo qualche anno.

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