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Archive for ottobre 2014

Quel 16 ottobre

per blog 16 ottobreLa mattina di questa metà ottobre, ancora in mezzo alle festività ebraiche, quando ancora non hai aperto le persiane, e non sai come vestirti. Gran problema per un single della mia età nella città che non dorme mai. Questo il problema che mi si pone al mattino sapendo di avere circa una novantina di minuti per risolvere mentre sorseggio la mia superdose di caffeina davanti al mio fedele portatile che mi presenta le novità del giorno. Non ti interessa più di tanto che tempo faccia, tanto alla fine, se non metti i bermuda, metti i jeans. Se non metti la T-Shirt d’ordinanza metti una polo, alla fine…poco conta.

Bello il risveglio di stamattina, una spruzzata d’acqua, nel silenzioso mattino festivo di Tel Aviv. Gli autobus non girano, il traffico é ridotto, e le gocce le senti cadere. Rannicchiato nel letto, alla ricerca di quella frescura che ti ha abbandonato da qualche mese ti raggomitoli e con un po’ di vergogna, vai a cercare quella federa di misura infima che a malapena copre una minima percentuale del tuo esile corpo,  e in fase altalenante entri ed esci in fase R.E.M. aprendo poi l’occhio nell’unica certa fase rinko, ma che ti fa godere dentro e fuori.

Che senso ha alzarsi, quando puo stare allo svacco tutta la mattina, con quel venticello che ti accarezza ? Lo fai per un po’, ma poi senti che perdere la giornata cosi non ha senso. La curiosità bussa nella tua testa, vuole vedere che tempo c’é fuori, se mettere la T-Shirt o la polo, vitale dubbio che ti assale.

Un cielo blu che neanche nella scala pantone é identificabile. Un contrasto ed una luce incredibile, e con la certezza di poter indossare i tuoi bermuda, le havayanas, e la tua t-shirt, ti avvi verso la tanica di caffé che ti aspetta, assieme al tuo fedele amico Dell.

Scendo, faccio le scale. Oggi mi sono sentito sportivissimo. Ogni volta che scendo le scale a piedi mi dico che dovrei farlo più spesso, me lo dimentico regolarmente quando devo farle in salita. Apri la porta principale del palazzo e sei accolto al 16 Ottobre da un sole ed una giornata spettacolo che ti sembra un peccato non sfruttare al massimo.

Negozi chiusi, la città va meno che al 50%, molti probabilmente ancora fuori per il lungo ponte e ti senti il Ras del quartiere. La mèta é solo quella, non c’é altra meta all’infuori del mare. “Come sarà il mare oggi ?”. Shortcuts verso Ben Yehuda, due passi verso Ben Gurion e poi a 45 gradi verso il mare.

Ti basta incrociare quelli che stanno tornando, assieme a quelli come me che ci stanno ancora andando. Spunti sulla scalinata e lo sguardo si perde in quel fantastico contrasto di blu, tra cielo e mare, e la tua mente che ti dice “e mo ?…dove si va ?”. Zainetto d’ordinanza, asciugamano, acqua per rinfrescarti il gargarozzo, un libro ma soprattutto una gran voglia di svaccamento.

Ti senti parte della community. Attorno a te, stranamente c’é gente che ha avuto al stessa tua idea. Ebraico, francese, inglese, russo, sono le lingue che ascolti mentre ti fai baciare dal sole di questo fantastico ottobre.

Che dire, delle volte proprio “life is a beach !!”

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sweetnessSi volta pagina. Tel Aviv é tornata ad essere bella come lo era sino a fine giugno. Una parentesi imposta tra giugno e luglio, ma rieccoci. Cambia l’umore della gente, cambiano i colori del mattino, cambia l’aria che ti accarezza non appena apri il portone di casa. Tutto é più nitido, più fresco, sembra di essere tornati in uno di quei filmati delle agenzie del turismo dove pubblicizzano Tel Aviv, solitamente le cose più belle. Inutile dirlo, qui l’estate continua, anche se con un’aria più gradevole dove stare sotto al sole non ti impone di avere catini per raccogliere qualche goccia di sudore.

Sfrecciano le biciclette dei bambini al mattino che si recano a scuola proprio di fronte alla fermata del mitico e “infamissimo” 66. I genitori, con biciclette mai viste, stile station wagons, un figlio davanti, uno dietro e quasi uno sulle spalle, attraversano alla spicciolata per scaraventare i “teppistelli” a scuola.

I bar iniziano a servire le loro colazioni israeliane. Insalate, omelette, formaggi, caffé e succhi di frutta. La gente corre, chi con le loro biciclette, chi con le loro due ruote elettriche, e tanti ragazzi immancabilmente con le loro tracolle ed i loro notebook dentro.

Gli autobus come di consueto gareggiano su Dizengoff. Attraversare la strada sembra il gioco di una Xbox 360, dove solamente D-o ha il controller, con la levetta che ti fa avanzare o retrocedere leggermente, per evitare che le ruote del 5 ti salgano sulle dita dei piedi.

Il mood é innegabilmente diverso. A parte la “felicità” di recarsi in ufficio, sembra di vivere nel paese della famiglia Bradford, dove tutti si vogliono bene, e dove tutto é fantastico. La sera torni a rivedere i tuoi amici, con le comode mezze maniche ti siedi a prendere un frullato dal fruttarolo “lader” tra Ben Gurion e Dizengoff. Il clima é estremamente piacevole. Gente che corre a destra e a sinistra sfoggiando le loro tute di lycra, o le scarpe super professional per andare a sgambettare sul lungomare.

Sembra quasi ci sia un po’ di educazione anche tra gli israeliani. Lo so, so di aver scritto un’eresia, ma ho l’impressione che qualcosa sia un pochino più positivo rispetto a settimane fa, magari anche il fatto che quest’anno non si sia vista la calata dei franzosi ? poesse. A due giorni da Sukkot (la festa delle Capanne), cominciano a spuntare davanti ai ristoranti le Succà, ma credo molto, anzi ne sono sicuro, che il verso spettacolo sia vederle a Gerusalemme.

Sukkot, che festa meravigliosa, specialmente quest’anno. Sukkot quanto ti adoro !! cosa adoro si Sukkot ? quest’anno cade meravigliosamente e ci permette di fare otto giorni di vacanza in due settimane, e con questo sole, questo cielo blu, dove potremmo mai passare un po’ di tempo secondo voi ?

Cerchiamo di goderci al meglio quest’unica vita che siamo sicuri di avere,

Chi vuol esser lieto, sia: Di doman non c’e certezza”

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