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Archive for dicembre 2014

2015Si chiude un’altro anno. In verità l’anno si era già chiuso a settembre, ma anche qui in Israele, seppure a bassa voce, l’anno nuovo si aspetta. Non si celebra, ma si aspetta. E siccome a noi piace andare non appaiati col mondo, festeggiamo l’anno a settembre, iniziamo la settimana la domenica per finirla al giovedi, e tanto altro, giusto magari per distinguerci un po’.  Le feste per mercoledi sono pianificate, anche se oramai per abitudine so per certo che fuochi d’artificio non se ne vedranno, sarà una serata come un’altra, sicuramente meno fredda di quella che oggi sono quelle accompagnate in Italia.  Ma a Tel Aviv é cosi, diciamo che non ci deve proprio essere un capodanno come scusa per organizzare una festa,  visto che bene o male gli altri trecentosessantaquattrogiorni se uno veramente volesse, potrebbe star fuori tutte le sere.

Ricordo però i capodanni passati a casa di amici, specialmente a Milano 3, o quelli un po’ prima in montagna, rifugiati in un alberghetto in mezzo alla pista da sci dove eravamo tutti “obbligati” a festeggiare con i commensali, e ahimé anche crucchen. Ma vabbé, alla fine la cosa importante era stare in famiglia, tutti assieme, e trovare ancora una volta una buona scusa per stare assieme, bere un po’ di vinello, fare la tombola, mangiare quella tonnellata di frutta secca, e perché no, fare anche tardi, per poi presentarsi sulle piste il giorno dopo. Quel primo gennaio dove eri l’unico a scendere, ma soprattutto l’unico a salire da quello skilift che quasi ti faceva un favore ad essere aperto, un po’ come fossi un VIP, solo per te. Il freddo che ti entrava negli occhi, nel collo, ed in ogni piccola apertura che ti eri dimenticato di chiudere di quella tuta/pantalone da sci anni 80. Ma era comunque bello, freddo o non freddo, era l’insieme che faceva la festa.

Oggi sono solo ricordi. Non rimpianti, attenzione. Qui manco sappiamo di essere a dicembre, se non fosse che ce lo dice il nostro smartphone, o magari l’orologino del computer. Le giornate sono miti, il sole ti abbaglia, ed in queste settimane il mare é più blu che mai. Ma si sa, diciamocelo, che dicembre va passato in montagna  o quantomeno andrebbe per coloro che possono vantarsi di avere dei giorni di ferie, cosa che ormai il sottoscritto si é dimenticato da qualche anno.

Ma cosa importa, mi é sufficiente rivolgervi un augurio di buon fine anno, e di buon inizio a voi che festeggiate. Che sia un anno di salute, di serentà e e di tanti sorrisi,  e perché no, anche di cambiamento magari anche piccolo, ma qualcosa che possa sempre migliorarci, perché solo noi possiamo farlo. Lo auguro anche a me, me lo permettete. Mi auguro di continuare ad essere circondato dalle persone che mi vogliono bene, dalla mia nuova nipotina, dalla famiglia e dagli amici. Mi auguro di cambiare ancora, di migliorarmi e trovare nel 2015 qualcosa che mi possa arricchire di più.

Vi abbraccio e vi auguro un buon 2015

Gabriele

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Cosi, a pensare…

winterAd un tratto già dicembre. Quest’anno sembra sia corso come un matto, forse perché ci é mancata la vera estate, sostituita da benaltro. Il tempo corre, mi fa strano pensare che tra 30 giorni ci affacceremo ad un nuovo anno, e guardandomi indietro é come se mi mancassero dei mesi. L’autunno di Tel Aviv si é già affacciato da qualche settimana, anche se con miti temperature, te ne accorgi perché i caffé per strada hanno montato le paratie per proteggere i propri clienti da pioggia e vento. La spiaggia é ormai autunnale. Nonostante queste belle giornate miti, la sabbia é battuta continuamente, ed i segni dei pneumatici dei diversi veicoli che la lavorano, si riconoscono a distanza. E’ ovviamente lontano il tempo in cui vedi persone a prendere il sole, anche se qualche coraggioso c’é sempre.

Tel Aviv la sera, anche a causa di questa breve luce, va a letto prima la sera. Un po per starsene comodo al calduccio, magari per sorseggiarsi ul suo Marak (minestra, n.d.r.) quasi come fossimo a temperature vicine allo zero.

Un autunno particolare, un autunno felice per la nascita della mia prima (e speriamo non ultima) nipotina Noa. Non posso mettere fotografie, sono stato diffidato dai genitori, pena il taglio delle mani, ma credetemi, aldilà che sia mia nipote, é bella bella. Quarant’anni di attesa di un nuovo neonato, sembra la cicogna abbia avuto pietà di noi, e ci ha donato questa bimba dagli oltre 3.5 kg. Lo so, non rientra molto nell’oggetto di questo blog, ma sicuramente puo rientrare l’emozione di un emigrato in Israele per la sua prima nipotina italiana. Peccato, per un pelo non é una scorpioncella come ma.  Sicur
o che qualcuno storcerà il naso da questa mia affermazione, cercherò quantomeno di educarla ad avvicinarsi al nostro splendido carattere (degli scorpioni), ma soprattutto la grande volontà di presentarmi a lei e prenderla in braccio. Il rischio ? che non torni più in Israele. Vedremo.

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