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Archive for gennaio 2015

Convivere col terrorismo

Mideast Israel PalestiniansCon che facilità cambia la percezione degli eventi. Forse “percezione” non é proprio la parola più corretta. Riformulo. Con che facilità cambia vivere situazioni per sentito dire, da quelle vissute di persona. Certo, potremmo spaziare su mille argomenti con questa premessa, ma mi riferisco a sentire di eventi “terroristici” quando vivevo a Milano, e a come é lo standard, purtroppo della tua giornata.

Di pochi giorni fa l’attentato sull’autobus 40 qui a Tel Aviv, dove un folle ha accoltellato circa 12 persone. Io l’autobus lo prendo tutti i giorni, almeno due volte, per andare e tornare dal lavoro. Poi, può capitare che lo prenda in altri momenti ma rientra nella routine normalissima di qualunque essere umano viva su questa terra. Sentire di questa tipologia di attentati quando abitavo a Milano mi avrebbe fatto (come ha fatto in verità) rabbrividire, creato tensione, malumore e paura. Oggi vivo qui, e la mia percezione é purtroppo di eventi che “possono capitare”.

Immaginatevi quindi, con questa consapevolezza cosa vorrebbe dire magari prendere la 61 in piazza San Babila e scendere in Largo La Foppa con la “probabilità”, seppure minima, di una qualunque tipologia di attentato. La realtà é ben diversa qui, come é facilmente intuibile.

Mi confronto spesso con gli israeliani DOC,  come per quest’ultimo attentato. Alla domanda “ma come si può fare per evitare questa tipologia di attentati ? come puoi prevenirli ?”. Rassegnati alzano le braccia, dicendo che anni fa c’era un agente della sicurezza su ogni autobus, ma poi per i costi troppo elevati sono stati tolti. “e allora ?” dico io, “come puoi difenderti da questi eventi ? da pazzi che salgono sugli autobus ad accoltellarti ? “. Con molta semplicità ti rispondono “tieni alta la guardia, stai più attento. Guardi i movimenti e le persone, e possibilmente ti siedi infondo al bus”.

Certo, accorgimenti validi. Praticamente ognuno di noi si deve trasformare in agente, ed avere una vista a 360 gradi e controllare quanto accade attorno a lui.

Ma vabbé, questa diventa “normalità”. L’attentato sul bus. Il missile anticarro lanciato oggi da Hezbollah su  una macchina di pattuglia israeliana al confine col libano. Le auto contro le fermate degli autobus a Gerusalemme. Momenti di follia che ci obbligano a stare sempre con l’occhio ben aperto, ma che ci ha portato a convivere e a considerare “normale” questa vita e a rilassarci al 500% ogni volta che ci prendiamo una vacanza.

Fa parte del pacchetto.

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immagine blog 19Seduto alla mia “scrivania”, o meglio a quella che a me piace definire cosi ma che non é altro che un semplice tavolino che é stato ribattezzato col nuovo nome, faccio scivolare le dita sul mio fedele amico, compagno di mille battiture, di streaming, di “surfate”, e tanto altro, e che qualcuno ha osato definire “fukushima”, parlo del mio portatile che mi fa compagnia da quando ho messo piede nella terra dei cammelli.

Gennaio, tempo di bilanci. Nelle aziende solitamente si fa l’inventario di magazzino, si chiude il giornale dell’anno prima, e si riapre quello del nuovo anno. Bene, vedetemi come un’azienda, e dal momento che sono “deperito” aziendale, posso permettermi di fare questi calcoli e pianificazioni, di budget (sforzi), e tagli (sacrifici) su cui puntare nel nuovo anno.

Boh, ci penso da qualche giorno, e solitamente mi capita quando comincia il nuovo anno, e dove vedo come “deadline”, il mio anniversario nella terra del latte e del miele. Domande spontanee su quanto fatto, quanto non fatto, quanto avrei potuto fare, quanto raggiunto, quanto mi sarebbe piaciuto raggiungere, perché non ho raggiunto, e quali obiettivi per questo nuovo anno. Tranquilli, le pastiglie le ho prese anche oggi, le dita vanno da sole sul mio Fukushima laptop, ma la testa é lucida, più o meno.

Quindi mi sto “assillando” con quelli che alcuni chiamano i buoni propositi e che tipicamente si fanno al rientro delle ferie ad agosto. Nel mio caso, solo per accennare, il mio buon proposito dello scorso agosto era che finisse la guerra dopo una splendida settimana passata in un’isoletta greca, dove stranamente non suonavano le sirene. Magicamente si é realizzato.

Torniamo a noi. Nei momenti di relax, ovvero dove non sono obbligato a far finta di lavorare o di far vedere che sono impegnato, sto cercando di capire cosa fare nel 2015. Come dicevo il mio primo  pensiero va a Marzo, e da li non si scappa (il ricordo di mio padre), ma necessito di un’evoluzione e non sempre questo avviene in campo lavorativo, dove peraltro oggi  come oggi, a differenza dello scorso anno, non posso lamentarmi, ma la fame di imparare sempre cose nuove mi scuote continuamente con la voglia matta ogni volta che trovo una posizione interessante, di mandare il mio cv. Che sia drogato dal cambio lavoro ? che sia assetato di nuove esperienze ? di imparare sempre cose nuove ?.

D’improvviso é come se avessi capito. Anzi, ne sono certo, che la vita corre, scappa, ed il giorno per giorno  diventano settimane, mesi e poi anni. Che la routine che ci uccide, é bastarda, perché ci fa passare il tempo senza accorgercene, e poi come adesso, in questo preciso momento, ti rendi conto che il tempo vola, e quindi come un bravo ragioniere, ti metti a fare il “budget” per il 2015, su quello che vuoi veramente fare. “Ma tu, lo sai veramente cosa vuoi fare ?”. Si, un  paio di  cose le ho in mente, e le altre credo siano un’evoluzione di queste due. Ma poi, cos’altro, a parte questo cosa vuoi fare tu ? per la tua vita ? e la tipica domanda…”cosa ti renderebbe felice ?”. Bé felice mi sembra già esagerato, mi accontenterei di essere “contento”. Dai, la prima cosa che mi viene in mente per essere più contento sarebbe vedere spesso la new entry in casa Bauer, Noa. Ricevo le foto giornalmente, come fossi lo zio d’America, eppure ci separano solo un paio di migliaia di kilometri. E allora mi riprometto nelle cose da fare, di essere più vicino a Noa, viaggiando più spesso a Milano, o chissà, magari un domani riavvicinandomi  ? o magari  Noa in Israele ? ecchilosà. Va bene fare piani, ma rimaniamo nel 2015 che dite ?

Quelli organizzati direbbero “prendi un foglio di carta, e scrivi le cose che ti vengono in mente, e poi ci ragioni”. Ecco, già per me prendere un pezzo di carta risale al secolo scorso, magari apro excel e lo scrivo ? Non credo di aver bisogno 5000 righe per scrivere le cose, mi é sufficiente tenerle a mente e valutarle.

Quindi questa settimana va cosi, magari sforo nella prossima a pensare come mettere un po’ di pepe a questo 2015 ?

Stay tuned my friends !!!

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tempestaVogliamo definirla “tempesta perfetta” quella che sta’ per imbattersi su Israele ? e chi lo sa. Da qualche giorno si parla di questa perturbazione che colpira’ Israele domani, mercoledi sette gennaio. Memori di quanto successo l’anno scorso a Gerusalemme, ovvero della quantita’ di neve caduta e dei danni provocati, sembra gli israeliani siano diventati svizzeri. O meglio, a Gerusalemme. Le notizie che girano non creano panico, di piu’. “Comprate viveri, generatori di corrente, e quanto vi serve”. Da stasera cominceranno a chiudere le strade che portano a Gerusalemme, lasciandola cosi isolata da un lato e dall’altro con la volonta’ probabilmente di non causare ulteriore traffico in entrata, o di automobili che rimangono bloccate sull’autostrada.

Alcuni giornali parlano di circa 60 cm di neve, ma alla fine chi decidera’ quanta neve dovra’ cadere sulla citta’ santa sara’ solo Lui.

Ad ogni modo la perturbazione tocchera’ tutta Israele, da nord a sud, con piogge, vento e le altre otto piaghe probabilmente, e conoscendo gli scarichi di Tel Aviv, probabilmente per qualche giorno ci chiameranno “la Venezia del Medio Oriente”. Non parliamo poi delle case. Le rifiniture nelle case, quelle piu’ datate, diciamo che sono fatte un po alla c.d.c. (lacscio a voi trovare a cosa mi riferisco) ed avere qualche secchio e catino per casa non fa mai male.

Rimane una grande curiosita’ da stasera a domani sera. Si pensa “e al lavoro ? riusciremo a venirci ?”, magari lavorare da casa visto che siamo tutti dotati di portatile ? al momento non se ne parla.

Che dire amici, se domani esco da casa e mi trovo davanti alle Piramidi, capiro’ che la tempesta era effettivamente forte.

E con questo vi saluto, e’ stato bello !! 🙂

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