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Archive for marzo 2015

pesachPesach alle porte, Israele comincia a svuotare gli scaffali dal C.A.U. (Cibo As Usual) per mettere i prodotti da consumare in questi otto giorni di pane azzimo. E’ bastata l’ora legale per tornare nel mood dell’ “Israele che piace” in termini di luce solare, di temperatura e quell’implicito mood che ti fa anche piacere andare a lavorare. Le famiglie si riuniscono per la festivita’ e come dicevano Cochi e Renato “c’e’ sempre quello che arriva e che parte”, routine consolidata e che riconosco oramai da diversi anni.

Le paratie dei caffe’ sono quasi completamente smontate ovunque e questo sta’ ad indicare che la stagione delle “piogge” (3 o 4 giorni l’anno) e’ praticamente finita, quell’ora in piu’ di luce sara’ vitale nel corso delle prossime settimane e mesi permettendo a noi sani lavoratori di goderci il mare anche al rientro dall’ufficio, uno dei cari prezzi da pagare.

Non mi resta quindi che augurarvi un buon Pesach, ed una buona Pasqua. Ebrei, cristiani, musulmani, cosa ci importa, festeggiamo le rispettive festivita’ in famiglia e con tanta gioia, perche’ alla fine…questo e’ cio’ che conta.

Abbraccione da dove tutto ebbe inizio

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mercedesbenzQuesta volta ho preso Alitalia per tornare a casa. Per fortuna ho evitato Malpensa e soprattutto la partenza all’alba con I soliti voli ElAl. Mi e’ quasi sembrato di essere un essere normale. Bello l’impatto con Fiumicino ma soprattutto con quel Mercedes Benz Caffe’ a cui non ho potuto fare a meno di rivolgermi per prendermi un vero cappuccino italiano da “vips”. Manco fossi un emigrate in Australia. Ma consentitemelo, questa futilita’ mi mancava, mi mancava davvero. Ordini il cappuccino Mercedes, ti giri a 90 gradi a destra, poi 90 gradi a sinistra, e guardi le persone che ti circondano. Perfette, fantastiche, misurate, eleganti, in ordine quasi tutti dovessero andare ad un colloquio di lavoro. Qui in Israele, quello piu’ elegante mette la polo per dire. Tutto curato, il risvolto dei pantaloni alla caviglia, le Church lucidissime, ultimo modello di Iphone 18, auricolare e camminata impazzita a destra e sinistra mentre parlano. Rolex d’ordinanza. Camicia Bianca e abito fumo di londra fresco lana. Tutto a puntino. Certo, sei al Mercedes Benz Caffe’. L’imbarco per Linate e’ vicino e quindi mi porto al gate pronto ad imbarcarmi su questo mini volo Alitalia 2+2 posti. Era da un po’ che non volavo Alitalia. Sempre “piacevole” l’approssimazione del personale di volo quando ti danno le indicazioni di sicurezza prima di decollare. Quella sensazione di “che palle, non c’ho voglia di dirtelo ma te lo dico lo stesso…dunque, le uscite di sicurezza sono la’, e la’ (girandosi a malapena per indicare quelle dietro di lei”, per poi relazionarsi con I passeggeri (alcuni) dando del “tu”…ma siiiii tutti amici. Bello bello.

Eh, a Linate non arrivavo da tempo e tra Fiumicino e Linate mi mancavano I trasbordi stile Inps, accatastati alla piu’ non posso. Ma salire sul taxi, ed essere in 3 minuti a casa, non ha prezzo (se non il tassista che si rivolge a me dicendomi “eh, ma manco arriviamo alla minima da linate a negroli”, e gli rispondo “cosa vuole che faccia, cambio casa da stasera e mi porta in Bande Nere” ?).

“Milan, l’è un gran Milan”. Questa volta scorrazzando con la mia Smart a girare per la city come fossi un turista, e come effettivamente lo sono ogni volta che ci passo. Pochi giorni questa volta, ma alla fine chissene, rivedere la piccola e la famiglia e’ la cosa piu’ importante, per poi reimbarcarsi e tornare a T.A. Milano sempre uguale, forse con qualche cambiamento dovuto all’Expo, ma fondamentalmente sempre uguale ai miei occhi, forse anche perche’ le volte che la visito, per il tempo che ho, fai esattamente le stesse cose, rivedi le stesse persone, vai negli stessi posti, ma la sensazione di quando sono li, e’ come se non me ne fossi mai andato, e questi cinque anni si fossero completamente “freezzati”.

Poi riprendi quel volo da Linate per Roma oramai in serata inoltrata, sapendo comunque che arriverai a T.A. alle 2.30, ma chissene, magari a Fiumicino trovo il Ferrari Caffe’ e posso bermi un cappuccino e salutare l’Italia sino al prossimo giro.

Devo essere sincero pero’. Questa volta piu’ contento di rientrare. La primavera e’ arrivata, settimana prossima si allungano le giornate e comincia il periodo dell’anno che preferisco in Israele.

Buon Pesach/Pasqua a tutti.

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Ciao Papi…

candelaE poi arriva quel giorno difficile, quello che piu’ di ogni altro ti fa ricordare papa’. Scusate se approfitto del MIO blog, per scrivere un pensiero a lui rivolto. La sensazione e’ sempre quella, dopo quindici anni non rendersi conto di quanto tempo sia passato, e di quanto poco tempo sia passato. Ogni volta che capito a Milano vado a trovarlo, ed entrare  rifare gli stessi passi mi evoca il ricordo di quel 27 marzo, sempre cosi lontano e sempre cosi vicino. E’ incredibile, e’ umano, tutti I giorni lo ricordi e ci pensi, ma il giorno del suo anniversario ti senti incredibilmente piu’ vicino, e magicamente tutto il resto non ha piu’ importanza.

Ciao papi.

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electionsCalati in un weekend estremamente caldo, rifletto ancora una volta a quanto sia diversa Tel Aviv d’inverno piuttosto che d’estate. Il clima di questi giorni e’ praticamente quello di una primavera estremamente anticipata, addirittura forse ad una estate. Sara’ il hamsin, sara’ quello che volete, ma quando c’e’ il sole (un po’ come tante altre citta’), Tel Aviv diventa piu’ bella, e forse anche gli israeliani (ma su questo ho qualche dubbio). Sara’ anche il fatto che quella che io definisco la “bella Israele” e’ quella del venerdi e sabato dove davanti ad una giornata di sole la colazione al mare e’ d’obbligo, I due passi sulla tayelet, il giro per le strade affollate che incrociano Dizengoff, e magari riempirti lo stomaco con un falafel al solito posto in Shaul Hamelech. Sembra quasi l’inverno (stagione ancora sconosciuta qui) sia alle spalle, magari avremo qualche spruzzata qua e la, ma la voglia e’ quella di tornare ad indossare le havaianas, le t-shirt e, un paio di shorts e via.

Gli elicotteri stasera, come tutte le volte che ci sono manifestazioni in Kikar Rabin, si fanno sentire in cielo. Oggi una manifestazione contro l’attuale governo per chiedere un cambiamento in vista delle elezioni del 17 Marzo. Una buona parte della popolazione vorrebbe una “caduta” di Nethanyau, l’altra ovviamente una salita del centro sinistra. Sta di fatto che in questo paese si governa per coalizione e la mia sensazione e’ che la destra sara’ ancora al governo, magari in una coalizione col centro sinistra, magari in una unica con tutta la destra, e qui sarebbe veramente traumatico. L’estrema destra fa paura, e a me la sinistra non convince, cosi come a tante persone con cui chiacchero di giorno in giorno. Fondamentalmente non cambiera’ un granche. Oggi si parla di Hezbollah con I suoi missili, ieri si parlava di Hamas con quelli che ha sparato. Sinceramente ne avrei anche abbastanza e sui giornali mi piacerebbe leggere qualcosa di un pochino piu’ confortante.

Ma ora, la cosa che mi conforta di piu’ e’ che settimana prossima sono da Noa.

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