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Archive for ottobre 2015

israQualche giorno fa meditavo sulla possibilità di chiudere questo blog, proprio per il fatto che probabilmente non aveva più motivo di esistere. Nasceva come esperienza di un cambio di vita da testimoniare a me nel tempo, e a chi aveva voglia di seguirmi in questo percorso di vita. Riflettevo sul fatto che oramai il cambio di vita è dato per acquisito, e quindi che altre esperienze particolari avrei potuto raccontare a chi oggi ha voglia di leggere queste poche righe ?. Ho desistito, e come spesso accade mi sono ripromesso di ripensarci con più calma.

Credo di aver fatto bene. Quello che stiamo vivendo oggi in Israele non è certo uno dei più bei momenti. Accade spesso che la percezione di chi mi scrive dall’Italia chiedendomi notizie, sia evidentemente diversa dalla reale situazione si vive a Tel Aviv, vuoi per come le notizie vengono date nei media italiani, per l’enfasi su alcuni messaggi ma molto spesso per interessi puramente giornalistici. Sono sincero, la situazione non è drammatica ma c’è comunque un po’ di preoccupazione. Tel Aviv sembra la svizzera di Israele, sembra quasi siamo immuni da quello che succede a 45 minuti di autobus da qui, ma non è poi cosi vero. I cani sciolti esistono, e sotto le Azrieli ci hanno provato, riuscendoci.

La vita di tutti i giorni va avanti, e purtroppo in questi ultimi giorni, ogni giorno, qualche accoltellamento avviene e comunque la tensione sale perché la speranza è sempre quella che siano dei casi isolati, ma accadendo di giorno in giorno non possono più certo essere  definiti “isolati”.

Sali in autobus, passeggi, giri in bici, gli occhi sono sempre attenti a guardarsi in giro con attenzione pronti a qualunque movimento strano, anche se come detto, Tel Aviv sembra immune (ma mai abbassare la guardia).

Le domande tra tutti sono poi le stesse. “andremo incontro ad un’altra guerra ?”, “che escalation si prospetta ?”. Qualche missile al sud di Israele è arrivato, e la pronta risposta dell’aeronautica c’è stata, ma rimane tutto ancora un tira e molla. La sensazione comunque, anche a fare tutti gli scongiuri, è che ad un altro conflitto si rischia di arrivare anche se le variabili sono ancora tante. Israele non so quanto tollererà ancora che i propri cittadini vengano accoltellati per strada, indistintamente da matti palestinesi che agiscono in nome delle vergini (n.d.r. – se ne esistono ancora).

C’è poi il fattore abitudine. Anni fa in Italia avrei visto questi eventi come spettatore e li avrei giudicati come pura follia, pericolo. Oggi è una pseudo routine. Accoltellamenti, attentati, guerra sono tristemente esperienze vissute in questi quasi 6 anni, fortunatamente eventi sporadici, ma vissuti.

Ma la vita va avanti, l’estate continua ed il mare é sempre un ottimo sfogo.

Stay tuned.

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