Feeds:
Articoli
Commenti

Bon vacances !!!

cpfE poi arrivano quelle giornate cominciate perche’ dovevano proprio cominciare un po’ storte, ma terminate egregiamente, inspiegabilmente. Sara’ perche’ questo pomeriggio ero turista nella citta’ in cui abito. Sara’ perche le citta’ hanno un sapore diverso nel viverle quando tu sei tra I fortunati a non essere al lavoro, e quindi sai che hai il tempo, la “pace” di fare, vedere, goderti quelle cose che solitamente racchiudi nel weekend con il resto del mondo ha le tue.

I turisti sono arrivati, i francesi pure. A differenza dell’anno scorso le sirene non si sentono piu’, a parte qualche scatto per suoni molto simili, ma oggi ci siamo accontentati di una esercitazione improvvisa dove qualche botto si e’ sentito. Non ci facciamo mancare niente noi qui, lo facciamo per dare il benvenuto ai turisti. A dire la verita’ avrei pagato per vedere le loro facce.

In quello stato mentale da sorriso stampato in faccia aspetto dopo il tramonto per prendere la mia “bambina” e portarla a fare un giro per Tel Aviv. Su Kikar Rabin, poi a vedere il nuovo market di Sarona, poi decidiamo di tornare in zona casa e subito dopo cambiamo idea e decidiamo di andare a farci un giro sul lungomare, per arrivare sino a nord al porto ed inoltrarci poi nel parco accompagnati da una temperature fantastica. Lei non aveva freddo…anzi, pero’ si stringeva a me instancabilmente. Mi sarebbe piaciuto fare tutto il parco, ma non volevo abusare delle sue energie, e cosi siamo usciti su Ibn Gvirol per dirigerci poi a casa.

Che serata…poca gente in giro, quell bel venticello del 27 luglio che scivola tra I tuoi quattro capelli, e la serenita’ di aver passato una giornata che aveva preso una piega sbagliata, ma che e’ terminate alla grande.

Voglio approfittare di questo post per salutarvi. Le meritate vacanze sono arrivate e non mi resta quindi augurarvi di passarle serenamente, riposandovi, rilassandovi e facendo cio’ che amate di piu’….perche’ poi…arriva settembre e…..arrivo iooooooooooooooooooooo 🙂 .

Un abbraccione dalla terra del latte, del miele e delle Apps

Annunci

biciPoi succede che dopo una strana illuminazione ti rechi in quel negozio di biciclette. L’ultima volta che entrai in un negozio del genere portavo ancora i “calzoncini” corti (si, ai tempi si chiamavano cosi). Vero, non e’ cambiato molto, passata qualche decina d’anni ci entro con i “calzoncini corti” che oggi si chiamano bermuda. La visuale e’ diversa, oggi omone quale sono, le bici le guardo dall’alto al basso, tempo fa la misura era decisamente piu’ piccola. Oggi guardo anche il cartellino del prezzo, ai tempi ci pensava mio papa’, che anche questa volta seppure in modo diverso, mi accompagnava.
Mamma quante. Ma soprattutto, che prezzi. L’idea comunque c’era gia’ su quale modello indirizzarmi, grazie ad un caro amico che mi ha supportato nella scelta. Ne provi 4, poi trovi quella giusta, ti prendi qualche ora per pensarci, ed il giorno dopo vai a prenderla finalmente fiero del tuo mezzo di locomozione a Tel Aviv.
Ora fai parte di quella marea di gente che frequenta le piste ciclabili, che sfiora la gente che ci cammina sopra, e suoni il tuo “ding ding” con quel campanellino quasi indifferente.
Bello. A parte la nuova forma del sedere, la prima settimana e’ partita con l’assaggio di quanti piu’ kilometri potevo fare (90 km totali), tra lungomare nord e sud, prima ed oltre l’aeroporto per poi andare a Yafo, per poi superare Yafo sul lungomare, e poi addentrarmi. Non posso negare che I primi giorni fossero un po durelli, ma oggi, dopo un paio di settimane “datemi una strada dritta” e vado.
Come dicevo, non mancano piste ciclabili, ma la vera essenza l’ho provata ieri attraversando il parco. Le biciclettate le faccio la sera, dal rientro dall’ufficio pretramonto, sino a sera inoltrata per cercare di catturare quanto possible aria “fresca”. Il parco racchiude una quantita’ di benefici quasi inenarrabili. Ma li narro.
Pedalare al parco la sera ti fa sembrare di essere in una palestra (e non solo) a cielo aperto. Sulla pista ciclabile, i ciclisti sfrecciano. Sulla laterale chi fa jogging, corsa, corsa veloce. Ai lati della pista, sul prato, gruppi di persone chef anno Yoga, piu’ avanti quelli che fanno Tai Chi Chuan, quelli poi che fanno Krav Maga’, sul fiume quelli che fanno canoa, e non mancano quelli che cenano in compagnia. Sembra di essere proiettati in un mondo a parte soprattutto quando esci dal parco e rientri in citta’ per poi dirigerti sul lungomare.

Ora, farsi le gambe ed estendere le pedalate a cerchi concentrici, sino al grande obiettivo di mettere la bici sul treno e visitare altre zone d’Israele. Ma per questo ci vorra’ ancora un po’ di tempo e soprattutto fiato.

La bici ? un splendida Specialized Sirrus Sport (foto – http://bit.ly/1H2KRkl).

Ma voglio comunque tranquillizzarvi, le sieste al mare e i bagni continuano :)… life is a beach.

Alla prossima !!!

chillE rieccoci, ancora in uno dei periodi piu’ belli da passare a Tel Aviv. Ancora giugno lo faccio rientrare in questo periodo, dove ancora il caldo soffocante non ha fatto capolino da queste parti. Sembra ancora primavera, magari con qualche grado in piu’, ma al mattino (presto) quando esco, non sei ancora abbracciato da quell’aria bollente, anzi. Si, periodo piu’ bello. Quel cielo sempre blu, quel verde degli alberi che lo contrasta, e spesso camminando verso la fermata del bus a sentire il profumo dei fiori di quegli strani colori, ma che nell’insieme alle 7.30 del mattino fa bene vedere e “annusare”.

Con l’ora di luce in piu’ mi sono imposto di andare in ufficio piu’ presto al mattino, sia perche’ e’ diventata una cosa piacevole, sia perche’ il pomeriggio posso uscire prima e cominciare a godermi il mare sino a sera inoltrata. Uno dei piaceri che congelo per ovvi motivi tra novembre e marzo circa. L’aria vacanziera, o quantomeno di quell’atmosfera di rilassatezza si annusa e si vede in giro. La voglia di stare sempre all’aperto, di bere qualcosa assieme a qualcuno e di tornare a casa magari solo per farsi una doccia e andare a letto, pronti per risvegliarsi alle 7.

Le cose non andranno molto bene in termini di temperature nei prossimi mesi, ma questo si sa e’ un dato di fatto ormai da queste parti, ma dopo cinque anni, come il segno dell’abbronzatura stampato sulla pelle fai anche l’abitudine a quel caldo che ti fa correre alla ricerca di un condizionatore.

La spiaggia sulla parte di Frishman ormai e’ quasi terminata. Anche da quella parte e’ stata uniformata alla parte iniziale di Gordon. Si puo’ passeggiare gia’ tranquillamente sulla spiaggia, e sedersi sui mega gradini, se non anche stravaccarsi sorseggiando una buona e gelida birra al tramonto, guardandosi in giro ponendo attenzione sulla fauna che passa davanti a te, analizzandola e perche’ no, sorridendo.

Bello. Sembra quasi l’autunno e l’inverno siano passati in un lampo. Le havaianas sono imposte come gli shorts, e come una qualunque t-shirt che ti permetta di sentirti comodo e gironzolare per la citta’ o per andare in spiaggia.

Godiamocela e sacrifichiamoci…alla fine ci meritiamo di vivere al meglio la nostra vita.

Abbraccione da Tel Aviv, che il weekend abbia inizio 😉

riflessioniUna chiaccherata con lei su whatsupp dopo diverso tempo. Sua mamma rientrata a casa dopo un ricovero di qualche settimana non programmato. Scambi messaggi, passano i minuti e le mezzore, e dall’altro capo del telefono c’e’ quella ragazza con cui sei cresciuto (di piu’ col fratello) che sta dando risposte alle tue domande sulle condizioni di sua mamma. Cosi’ ho passato in parte la serata, e per ogni invio di messaggio il piacere di fare due chiacchere con una delle persone che hai visto crescere, che inevitabilmente ti riporta indietro nel tempo.

Sara’ che da quando vivo in Israele ho la pretesa che la vita a Milano si sia fermata al 25 aprile del 2010, e che riprende ogni volta che ne faccio ritorno. Sara’ che qui i giovani sono tanti e l’idea di sapere che persone che ho frequentato in passato a Milano invecchino, mi dispiace ma vi assicuro che stranamente capita anche a me.

Questa e’ la riflessione di stasera. Se pensi delle volte al rientro a Milano di trovare cambiamenti nelle strade, nei negozi ed in tanti altri futili aspetti, non pensi poi che mentre non c’eri la vita e’ andata avanti lo stesso senza andare in pausa, le persone invecchiano, i bambini crescono e nel rivedere il tutto in un certo senso te ne dispiace, perche’ non eri li a goderti il tempo con loro come quando avevi qualche decina d’anni di meno.

Parlo delle persone piu’ vicine a noi. Magari il primo cerchio vicino alla famiglia, mescolati con gli amici. Whatsupp ti avvicina, e di tanto in tanto ti da qualche sberla, come se tu fossi vissuto in un mondo parallelo e ti stupisci che il resto del mondo sia andato avanti lo stesso, anche senza di te.

Mi chiedo sempre in questo paese che definiscono “startup nation” cosa sarebbe giusto inventare…magari un’app che permetta di fermare il tempo e riassaporare momenti di vita che oggi ricerchiamo e che sappiamo difficilmente riassaporeremo. Fantasia. Saranno i 41 gradi di oggi, ma questo e’ quello che penso realmente.

Buonanotte a chi legge questa sera, e buongiorno a chi leggera’ domattina.

Abbraccione dalla fornace mediorientale 🙂

Hamsa !

spumanteE poi arriva il 25 aprile, giorno in cui l’italia si e’ liberata di me, e giorno in cui presi quel famoso aereo con le due valigie stile Toto’ e Peppino a Milano. Hamsa in arabo. Il cinque porta fortuna dicono. Cinque anni in Israele. Alcuni israeliani li reputano pochi, altri tanti, ma la cosa piu’ importante e’ cosa significhino per me.

Cinque anni impegnativi, difficili all’inizio per il periodo di adattamento e deglutimento di tante cose che per me erano poco logiche e che oggi ahime’, le ho digerite nel bene e nel male. Lo rifarei ? si. Cinque anni che provano a te stesso che se vuoi, puoi. La scommessa e’ sulle tue spalle ed il gioco sta nelle tue mani. Periodi difficili passati, direttamente ed indirettamente ma alla fine scopri cose di te che magari non sarebbero mai venute fuori vivendo a Milano, nella cosiddetta “confort zone”.

I periodi piu’ difficili (guerra 2012 e 2014) mi hanno portato davanti ad una realta’ incredibile. La speranza nella vita e’ sempre quella di stare lontano da missili che ti scoppiano in testa, da soldati che muoiono ma anche vedere in questi tristi periodi la solidarieta’ degli israeliani, purtroppo abituati a questi eventi. E poi quei lunghi minuti di silenzio per il giorno del ricordo dei caduti nell’Olocausto, e per i soldati e civili caduti nelle guerre e nel terrorismo. Il blocco del traffico, la testa bassa, le bandiere che sventolano e i fazzoletti che asciugano le lacrime. Vivere queste situazioni cosi da vicino ti fa crescere, tanto.

Israele e’ un paese “impegnativo” in cui vivere, e sostengo sempre che chi ce la fa qui puo’ farcela in qualunque altro paese al mondo. Le sfide sono tante, le emozioni infinite cosi come le paure ed affrontare tutto da soli alza indubbiamente il tuo livello di autostima.

Domani spegnero’ la mia quinta candelina, ricordando i passaggi chiave della mia vita a Tel Aviv, e magari pensando alle sfide future da affrontare.

Abbraccione e auguri a me !! 🙂

yomhazikNon ero proprio cosi sicuro di volerci andare ieri sera. Yom Hazikaron, il giorno del ricordo dei soldati caduti e delle vittime del terrorismo rappresenta uno dei momenti piu’ tristi qui in Israele. Sapevo bene che presentarsi in Kikar Rabin voleva dire mettere ancora alla prova il tuo cuore. Alla fine anche ieri ho deciso di andare, quantomeno per il rispetto di quei ragazzi che l’anno scorso mi hanno permesso di continuare la mia vita indisturbata a Tel Aviv mentre loro cadevano in imboscate nemiche, inutilmente. La differenza di quest’anno rispetto ai precedenti era nel vedere le foto dei ragazzi, le rispettive famiglie che raccontavano le loro storie, e le date di nascita e di decesso. Ventenni o poco piu’ deceduti nel 2014. E’ stato un po come un “link” tra quanto accaduto l’anno scorso, e la “conclusione” con Yom Hazikaron.

La sirena, le musiche, i racconti ma soprattutto il silenzio assoluto di una piazza che ascoltava, rifletteva, ma soprattutto piangeva. Non nego le mie lacrime perche’ solo un insensibile riuscirebbe a non versarne. Ti giri, ti guardi intorno, il Kleenex e’ sulle mani della maggior parte delle persone, cosi come a tirar su il naso.

Tra la guerra dell’anno scorso, tra quella lampo del 2012, tra questi eventi, conoscere famiglie che hanno perso i loro cari, ti mette davvero in prima fila con la realta’, una cosa vera, reale di persone che muoiono, di persone che soffrono, di persone che ricordano e ti rendi conto che molto spesso I tuoi “problem” davanti a queste esperienze, sono davvero inesistenti.

La giornata di lutto si chiudera’ questa sera, dove nella stessa piazza cominceranno le celebrazioni di Yom Haazmaut, il giorno dell’indipendenza dello Stato d’Israele. Si passa da un giorno duro, difficile e triste, ad un giorno di gioia, di festa per tutta Israele, per tutte le strade di Tel aviv chiuse appositamente al traffico. Israele stasera tornera’ a sorridere, assieme ad una quantita’ indescrivibile di giovani, di bandiere, di musica per i suoi 67 anni.

pesachPesach alle porte, Israele comincia a svuotare gli scaffali dal C.A.U. (Cibo As Usual) per mettere i prodotti da consumare in questi otto giorni di pane azzimo. E’ bastata l’ora legale per tornare nel mood dell’ “Israele che piace” in termini di luce solare, di temperatura e quell’implicito mood che ti fa anche piacere andare a lavorare. Le famiglie si riuniscono per la festivita’ e come dicevano Cochi e Renato “c’e’ sempre quello che arriva e che parte”, routine consolidata e che riconosco oramai da diversi anni.

Le paratie dei caffe’ sono quasi completamente smontate ovunque e questo sta’ ad indicare che la stagione delle “piogge” (3 o 4 giorni l’anno) e’ praticamente finita, quell’ora in piu’ di luce sara’ vitale nel corso delle prossime settimane e mesi permettendo a noi sani lavoratori di goderci il mare anche al rientro dall’ufficio, uno dei cari prezzi da pagare.

Non mi resta quindi che augurarvi un buon Pesach, ed una buona Pasqua. Ebrei, cristiani, musulmani, cosa ci importa, festeggiamo le rispettive festivita’ in famiglia e con tanta gioia, perche’ alla fine…questo e’ cio’ che conta.

Abbraccione da dove tutto ebbe inizio

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: