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Posts Tagged ‘Tel Aviv’

israQualche giorno fa meditavo sulla possibilità di chiudere questo blog, proprio per il fatto che probabilmente non aveva più motivo di esistere. Nasceva come esperienza di un cambio di vita da testimoniare a me nel tempo, e a chi aveva voglia di seguirmi in questo percorso di vita. Riflettevo sul fatto che oramai il cambio di vita è dato per acquisito, e quindi che altre esperienze particolari avrei potuto raccontare a chi oggi ha voglia di leggere queste poche righe ?. Ho desistito, e come spesso accade mi sono ripromesso di ripensarci con più calma.

Credo di aver fatto bene. Quello che stiamo vivendo oggi in Israele non è certo uno dei più bei momenti. Accade spesso che la percezione di chi mi scrive dall’Italia chiedendomi notizie, sia evidentemente diversa dalla reale situazione si vive a Tel Aviv, vuoi per come le notizie vengono date nei media italiani, per l’enfasi su alcuni messaggi ma molto spesso per interessi puramente giornalistici. Sono sincero, la situazione non è drammatica ma c’è comunque un po’ di preoccupazione. Tel Aviv sembra la svizzera di Israele, sembra quasi siamo immuni da quello che succede a 45 minuti di autobus da qui, ma non è poi cosi vero. I cani sciolti esistono, e sotto le Azrieli ci hanno provato, riuscendoci.

La vita di tutti i giorni va avanti, e purtroppo in questi ultimi giorni, ogni giorno, qualche accoltellamento avviene e comunque la tensione sale perché la speranza è sempre quella che siano dei casi isolati, ma accadendo di giorno in giorno non possono più certo essere  definiti “isolati”.

Sali in autobus, passeggi, giri in bici, gli occhi sono sempre attenti a guardarsi in giro con attenzione pronti a qualunque movimento strano, anche se come detto, Tel Aviv sembra immune (ma mai abbassare la guardia).

Le domande tra tutti sono poi le stesse. “andremo incontro ad un’altra guerra ?”, “che escalation si prospetta ?”. Qualche missile al sud di Israele è arrivato, e la pronta risposta dell’aeronautica c’è stata, ma rimane tutto ancora un tira e molla. La sensazione comunque, anche a fare tutti gli scongiuri, è che ad un altro conflitto si rischia di arrivare anche se le variabili sono ancora tante. Israele non so quanto tollererà ancora che i propri cittadini vengano accoltellati per strada, indistintamente da matti palestinesi che agiscono in nome delle vergini (n.d.r. – se ne esistono ancora).

C’è poi il fattore abitudine. Anni fa in Italia avrei visto questi eventi come spettatore e li avrei giudicati come pura follia, pericolo. Oggi è una pseudo routine. Accoltellamenti, attentati, guerra sono tristemente esperienze vissute in questi quasi 6 anni, fortunatamente eventi sporadici, ma vissuti.

Ma la vita va avanti, l’estate continua ed il mare é sempre un ottimo sfogo.

Stay tuned.

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Il sistema antimissile israeliano Iron Dome

Solo una settimana dallo scorso week end, ma circa una decina di giorni da quando Israele ha lanciato l’offensiva Pillar of Defense a Gaza. Lo scorso week end sembra lontano mesi, in verità ci separa solo per una manciata di giorni. Sarà forse l’intensità del tempo passato, giorno per giorno, a tenere le orecchie ben tese a distinguere il reale rumore di una sirena, e a non confonderlo con un’ambulanza, o una moto che accelerava. Tutti tesi come la corda di un violino. Mi rendo conto solamente ora, di non aver combinato veramente niente in ufficio, ma di aver passato il mio tempo alla ricerca di notizie fresche, sull’ offensiva, su quello che scrivevano i giornali in Israele, ed il meno possibile a leggere le bugie, o mezze verità descritte sui media italiani, e non solo. Qualche foto arrivata dal collega chiamato come riservista, e “parcheggiato” alle porte di Gaza in attesa di sapere se entrare o meno. Facce un po’ preoccupate di noi “pivelli”, appena arrivati a vivere in Israele, confronto le facce degli israeliani che questa situazione la vivono da più di sessant’anni, senza nascondere però la paura di avere qualche parente, genitore, fratello, fidanzato, in attesa della chiamata al fronte per combattere, o aiutare i propri commilitoni, ed il loro Stato.

Non so effettivamente cosa cambierà. Il malcontento della gente qui per non aver portato sino infondo l’operazione, non è indifferente. Non si riesce a capire che cosa ci sia dietro ad una tregua voluta fortemente dal governo, ma non accettata dal 70% della popolazione, specialmente nel giorno del vile attentato a Tel Aviv, dove sono rimaste ferite più di venti persone. Si parla di un’operazione “deterrente”. Qualcosa che ha potuto mostrare all’Iran di cosa è capace Israele, in piccolo.

Si parla comunque sempre di guerra, attacchi, per difendere l’esistenza dello Stato di Israele. Circondato da paesi arabi, oramai totalmente islamisti che vogliono solo la distruzione dello Stato ebraico. L’Egitto col suo fratello musulmano, Morsi. La Siria, col suo dittatore Assad, che tutti speriamo finisca presto, ma che siamo sicuri, anzi direi certi, che dopo di lui, non ci sarà certo un presidente, magari eletto democraticamente, che vuole la pace con Israele. Per passare poi al Libano, con un governo di facciata, totalmente diretto da Hezbollah. La Giordania, oggi, ancora non soggetta ad un rovesciamento ed ancora “amico” di Israele, è l’unico a non essere stato ancora influenzato dalla primavera araba, ma che secondo molti, non tarderà ad arrivare anche li.

Quello che veramente mi spiace è, ancora una volta, tornare a convincere le persone che Israele è un paese sicuro, e bello da visitare. Questa operazione lampo sicuramente non ha giovato, e quei pochi che hanno sempre additato Israele come una zona calda per eventuali visite (non per sue colpe), crederanno di avere avuto ragione, e tornare a convincerli non sarà facile.

Per quanto mi riguarda, vero che sono di parte, ho avuto la “fortuna” di avere un’esperienza in Israele in un periodo critico, come in questi ultimi dieci giorni. Ho visto la solidarietà delle persone, dentro l’ufficio e fuori. Ho  capito cosa significa vedere un amico partire come riservista. Ho ascoltato la paura delle persone nel ricevere la chiamata per la partenza al fronte. Parliamo di ragazzi trentenni, che non appena lo Stato chiama, vestono la divisa, e partono, ognuno per la loro missione. Provate ad immaginarvi questa situazione in Italia. Impossibile.

La vita è tornata ad essere quella normale, o almeno normale per Israele, anche se ben poche abitudini sono cambiate anche nei giorni scorsi. I ristoranti sono tornati ad essere pieni, cosi come i caffè e le strade di Tel Aviv, come lo erano prima dell’offensiva, e speriamo lo siano fino alla prossima.

Shavua tov (buona settimana, in ebraico), a voi.

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Il fatto di tardare cosi tanto con il post, mi permette oggi di poter fare una considerazione più attenta rispetto al titolo del precedente. Col risultato delle elezioni americane, che per Israele sono state un fallimento in quanto non vedono in Obama un vero partner, il profumo della guerra potrebbe essere più intenso. Diciamo forse, più precisamente, che indipendentemente da Obama o Romney la guerra ci sarebbe stata comunque, la differenza é l’essere più o meno appoggiati dall’inquilino della Casa Bianca. Oggi, aldilà della batosta, credo Israele dovrà fare un grande pressing sul presidente mulatto, perché volente o nolente, se sti iraniani continuano cosi, qualcuno li dovrà fermare, ed Israele già diverse volte ha risolto in totale autonomia. Cosa ne sarà ? credo i prossimi mesi saranno decisivi.

Sembra che nelle scorse settimane, 3000 soldati americani fossero in Israele per un’esercitazione congiunta, oramai pianificata da tempo, rinviata, ed infine fatta. Staremo a vedere. Se io sono un po’ in fibrillazione, proprio come verginello della guerra, gli israeliani sono veramente molto tranquilli. Per loro, é tutto all’ordine del giorno. Se lo chiedi, alzano le spalle dicendo “chi lo sà”. Vabbe, se lo dite voi…

Io mi preoccupo delle cose più concrete, ovvero, se scoppia la guerra mi tirano giù il palazzo di casa, devo ancora pagare l’affitto ? o non so…se non mi presento in ufficio me le contano come ferie ? eh ragazzi, sono problemi. Tanto a voi, lettori italiani, che vi importa… ma dai, cambiamo discorso.

A novembre, le giornate si accorciano anche a Tel Aviv. Oramai verso le 17 fa buio, e dal piano dei miei uffici, si vedono le luci su tutta Tel Aviv, sia delle strade, che del serpentone di auto che da nord vanno verso sud ed ovest. Mi capita spesso di rimanere col naso schiacciato al vetro per vari minuti, ad osservare il panorama. Cosi come é affascinante la sera, anche di giorno nelle giornate limpide si vede veramente tutta Tel Aviv, il mare blu, il porto, i vari grattacieli o gli  alti palazzi che ti permettono di identificare esattamente la via dove sono collocati. Una delle cose più piacevoli, dopo la giornata di lavoro é uscire, e trovarsi in città. Nella mia precedente esperienza lavorativa, se ricordate bene, quando uscivo mi trovavo in mezzo alle sparatorie arabe, e la jeep blindata mi portava verso la città “civilizzata”.

View of Tel Aviv

Ora basta, la goduria di uscire, e di fare una passeggiata verso casa, a passo di lumaca, in massimo relax, senza fretta. Una quarantina di minuti, a seconda del passo, e della strada presa, mi rilassa il cervello, facendomi delle volte capire che, oltre al lavoro, fuori, c’é anche una vita. Credo un po’ di aver preso il passo degli israeliani, dopo quasi tre anni in Israele, sono tra i primi ad arrivare in ufficio, e qualche volta tra gli ultimi ad andare. Workaholic ? non direi proprio. Definisco questi primi 7 mesi, un periodo in cui devi dimostrare all’azienda che l’acquisto che hanno fatto, é un acquisto vincente, e penso che circa per il primo anno debba essere cosi. I risultati contano molto, siamo tutti misurati sui numeri, non importa quanto tempo stai in ufficio, non importa quello che fai durante il giorno, conta solo che a fine del quarter i risultati siano raggiunti, altrimenti, sono volatili per diabetici. Stressante ? dipende. Dipende da come vanno i numeri nei mesi, ma ho notato comunque un’ottima disponibilità a venirti incontro se ti sbatti, se anche non raggiungi il risultato. Il lavoro é divertente, forse perché dopo 7 mesi sono entrato un po’ più in certe dinamiche, conosco i meccanismi, ed essere quello che ha soldi da spendere, ha sempre il suo vantaggio, specialmente in un’economia cosi disastrosa come in questi anni. Attenzione però, il fatto di avere soldi da spendere, non vuol dire buttarli via, ma cercare di comprare al prezzo migliore, e generare ritorni sugli investimenti che vadano almeno dal 50% in su. Ma vabbé non voglio annoiarvi. La cosa divertente é che ho cominciato a negoziare con tutti i continenti, dagli USA , Canada, Sud Africa e Giappone ed Europa ovviamente. Divertente. Si, devo dire che la predisposizione al tipo di lavoro ti facilitano quelle 10 ore almeno in ufficio, senza contare il piacere di imparare qualcosa di nuovo. Vero, lo ammetto, ci sono attività ricreative. C’è il ping pong, ma ammetto che con l’autunno sembra abbia perso interesse, si gioca molto meno. Approfittiamo delle happy hours ogni 2 giovedi del mese, organizzati da ogni department che ha l’obbligo di inventarsi un tema, arredando la caffeteria, portando cibo, bibite, alcoolici, ecc. Il mood é positivo, ma bottom line, devi farti un culo tanto. E ci stà, é giusto. Se poi penso che questo é il lavoro che mi permette di pagarmi l’affitto e di mangiare qualcosa, devo stare attento a tenermelo stretto. Vabbé dai, chiudiamola qui.

Che altro raccontarvi ? vorrei cambiare casa l’anno prossimo, anzi toglierei il condizionale. Dopo questi mesi in Israele, mi sembra di aver passato il primo livello e di sapere cosa voglio per un secondo livello. Sicuramente una cucina in casa. Non sono Chef Ramsey, ma credetemi, dopo 30 mesi con due piastre elettriche, ci si rompe non poco. Dove andare a vivere ? Tel Aviv sarebbe l’ideale, ma non escludo cittadine satelliti, visto che T.A. é diventata estremamente cara, vediamo nei prossimi mesi, quando mi metterò seriamente a cercare. Questo non é l’unico progetto, ce n’é un’altro, più difficile, che più passa il tempo, più difficile da raggiungere, ma staremo a vedere.

Nel frattempo cari amici, vi saluto, fatevi sentire e…

Stay tuned !!!

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