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Archive for ottobre 2010

E’ passato diverso tempo dal mio ultimo post. Le scorse due settimane, come alcuni di voi sanno, le ho passate in Europa.
Rientrato a Tel Aviv il 25 Ottobre, ho pensato che esattamente sei mesi prima, ovvero il 25 Aprile, affrontavo il mio viaggio (di sola andata), per Tel Aviv alla ricerca di qualcosa di nuovo. Questa volta avevo meno bagaglio, decisamente meno, viaggiavo con una compagnia aerea diversa (poca differenza), ma soprattutto entravo in Israele col mio nuovo passaporto israeliano. Anche qui, differenze ? nessuna. Semplicemente il piacere di entrare da cittadino in Israele. Non nascondo però il piacere di tornare a sentire parlare ebraico in aereo, e pensare all’idea che mi stavo recando a “casa” e non più in vacanza, anche se, finché non comincerò a lavorare (spero presto), tutto questo sembra veramente una vacanza.
Una delle curiosità che avevo ad affrontare il mio viaggio in Italia, dopo essere stato cosi tanto tempo fuori, era capire come avrei visto le cose sotto un’ottica totalmente diversa, ovvero non più da cittadino milanese, ma turista. Ammetto che, sei mesi alla fine non sono poi cosi tanti, ma comunque sia, sono sufficienti ad avere una prima impressione di cosa hai lasciato, in termini positivi e non.
Milano é la città in cui sono nato e cresciuto, quindi, difficilmente ne parlerò male. Ovviamente, a parte la famiglia e gli amici, ci sono posti che ricordano la mia infanzia, ci sono vie che ho percorso tante di quelle volte, ci sono locali che ho frequentato spesso, e quindi, in queste poche righe sicuramente non leggerete commenti negativi su Milano, ma bensì, l’ho trovata parecchio diversa rispetto alla vita che sto conducendo adesso.
Il primo impatto é stato vedere quanti anziani girano per Milano. Vero, Tel Aviv in confronto ha una media in termini di età parecchio più bassa. Alle fermate degli autobus guardavo la gente aspettare pensando “nessuno di questi é ebreo, nessuna ragazza é ebrea”. Vero, non posso avere la certezza manco qui, ma ammettiamo che la probabilità é parecchio più alta. Ho notato quanto é facile salire sull’autobus e non pagare il biglietto. Ho trovato le strade di Milano più pulite e sicuramente più ordinate rispetto a qui.Ribadisco, sono tutte impressioni soggettive, facilmente chi legge questo post può non condividere, ma pazienza.
Non mi soffermo poi a parlare di Londra, Manchester, soprattutto per il meteo. Londra é una città che mi é sempre piaciuta, ma oggi sinceramente non so se ci vivrei.
Ora sono a Tel Aviv, e mi fa davvero tutto cosi strano. Non tanto perché sono seduto nel mio locale preferito, coi piedi nella sabbia, il 29 Ottobre, quanto al fatto che la parentesi fatta in europa mi é sembrata veramente un flashback di vita, ed essere in Israele ora mi sembra un fastforward. Boh…avviene tutto ad una tale velocità che non me ne rendo davvero conto.
Ad ogni modo, bello tornare a casa, intendo la mia prima casa, bello rivedere famiglia e amici, bello riassaporare la vecchia vita e capire ancora una volta la giusta scelta fatta sei mesi fa. Ora le cose si fanno serie, non c’é più tempo da perdere, devo ordinare la mia birra.

A presto amici miei, stay tuned !!!

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Soldati in parata per il giuramento

Una giornata speciale, non programmata, se non per la destinazione, è stata quella di un paio di giorni fa. Ultimo giorno di visita del parentado, si è deciso di andare verso una zona un po’ più fresca rispetto a Tel Aviv,  facile da raggiungere, e soprattutto santa. Gerusalemme. Un arrivederci che mia madre ha voluto dare alla Città Santa, ma soprattutto al Muro del Pianto, alla città vecchia, e a tanti luoghi che le hanno ricordato la presenza di mio padre, nel loro ultimo viaggio in Israele.

 

Lo ammetto, dopo 4 volte in un mese a Gerusalemme, la cosa iniziava vagamente a stancare, ma sono sincero quando dico che Gerusalemme è speciale, è magica, e soprattutto un po’ più fresca di Tel Aviv, e per certe persone, quest’ultimo, è un dato fondamentale.

Il viaggio di un paio di un paio di giorni fa è stato veramente speciale. Dirigendoci verso il Muro del Pianto, ci siamo imbattuti nell’organizzazione dell’evento principe della giornata, ovvero il giuramento solenne dei soldati  (uomini e donne, o meglio, ragazzi e ragazze). L’ultima volta che partecipai a questo evento fu almeno vent’anni fa, e l’idea di rivedere oggi, con occhi diversi un evento così straordinario, è stata una grande gioia.

Siamo arrivati ancora quando c’erano le prove. I plotoni entravano ed uscivano in linea, venivano corretti, instradati, con grande pazienza. Poco più che ragazzini diciottenni di diverse provenienze, erano li a giurare fedeltà allo Stato di Israele, davanti alle bandiere dello Stato e del loro reggimento.

Abbiamo preso posto nella platea dei genitori, abbiamo osservato attentamente ogni movimento, ogni dettaglio che veniva controllato, alzabandiera, musica, “attenti !!, ri-poso!!” (ovviamente in ebraico), accompagnati da un magnifico sole, una bellissima brezza fresca pomeridiana, che verso sera si è tramutata in brezza gelata, e vi lascio immaginare il sottoscritto in shorts e polo…effetto assiderazione.

Lo cerimonia comincia alle 19. I soldati prendono posto in fila, e col partire della marcia, i quattro plotoni (almeno una cinquantina l’uno), fanno ingresso nel recinto a loro dedicato. Disarmati, si mettono in fila, seguendo gli ordini dell’ufficiale che dirige l’evento. Discorsi, presentazioni ufficiali, e grande enfasi sull’importanza di questi soldati nelle loro future mansioni. Mi scuserete, non sono in grado di descrivere ciò che si prova a vedere ogni singolo dettaglio della manifestazione. I discorsi, i movimenti, le musiche, le lacrime delle persone intorno a me, i soldati che sorridono, che si salutano, che seguono ogni minimo ordine a loro comandato. Sono però in grado di dirvi quale è stato il momento più toccante, ovvero quando ogni soldato viene chiamato per nome davanti al proprio ufficiale istruttore, il quale gli consegna un M-16 ed il Tanach (Bibbia Ebraica) che stringe al cuore, saluto militare, e ritorno nelle file. Al termine delle consegne, inno di Israele, tutti in piedi, cercando di vedere qualcosa tra l’umido degli occhi.

Bello. Bello. Bello. La “ location”, l’evento, le bandiere, stringono il cuore allo Stato di Israele.

Per vedere alcune foto dell’evento potete cliccare qui

Per vedere un filmato dell’evento potete cliccare qui

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